I fedeli mostrarono arredi e suppellettili al cardinale, che amministrò la Cresima a molti di loro. Negli archivi diocesani milanesi si trova l'annotazione che la casa parrocchiale era assai distante dalla chiesa, nel paese vi erano trenta famiglie, le anime che partecipavano alla comunione erano invece 120. All'epoca della seconda visita, avvenuta il 16 agosto 1582, la situazione non era migliorata di molto, nella chiesa manca ancora il tabernacolo, nel mezzo della volta si aprono due buchi dai quali scendono le funi delle campane, le decorazioni e le pitture sono corrose. Verso settentrione vi è ora il battistero, la sagrestia è umida a causa della terra che arriva all'altezza della finestra. La chiesa è divisa nel mezzo da un muro, sulla facciata vi sono due finestre non protette da grata. L'ingresso è posto a meridione, dove si aprono altre due finestre, anch'esse senza grata. La casa parrocchiale al momento della visita era disabitata, probabilmente il curato abitava in un paese vicino. Prima di ripartire alla volta di Tremenico, il cardinale donò alla comunità un suo piviale, che si conserva tuttora.


Di seguito vengono riportati i decreti seguiti alla visita.