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| IL MEDIO EVO.
Dopo il tranquillo periodo dei romani, risulta assai difficile trovare
notizie storiche sul paese. Sappiamo che la Valsassina fu interessata
da varie ondate di invasioni barbariche, ma non vi sono prove sufficienti
ad affermare con certezza la presenza degli invasori sul territorio
pagnonese. Al contrario rimane storicamente provato come le comunità
di Premana e Pagnona siano sempre state legate alle vicende della Valsassina
piuttosto che a quelle del resto della Valvarrone. Lo si rileva dai
documenti del Consiglio di Valle, antico organismo di autogoverno delle
libere comunità valsassinesi. Gli statuti di tale organo stabilivano,
tra l'altro, i confini e la suddivisione del territorio in quattro Squadre.
Pagnona apparteneva alla Squadra di Cugnolo o Chignolo che, partendo
da Cortenova, era composta dalla Val Casargo e dall'alta Valvarrone.
Le vicende storiche pagnonesi da questo momento in poi, coincidono con
quelle valsassinesi. Col diradarsi delle pressioni barbariche sull'Italia,
verso l'anno Mille, l'intera Valsassina diventa un feudo della famiglia
dei Della Torre di Primaluna. Durante le lotte tra Guelfi e Ghibellini,
le famiglie nobili valsassinesi sostengono un duro conflitto, provocando
distruzione e morte. Non siamo in grado di sapere con certezza quanto
questo periodo abbia interessato direttamente Pagnona e quali ne siano
state le conseguenze. Una notizia diretta sul paese di quel tempo la
troviamo nel "Liber Sanctorum Mediolani" che annovera, tra
gli edifici adibiti al culto della diocesi milanese ed esistenti alla
fine del XIII secolo, due chiese site nel pagnonese: quella di Sant'Andrea
e quella di San Michele. La prima corrisponde all'attuale parrocchiale,
della seconda, già tre secoli dopo, se ne sono perse le tracce.
Un'ipotesi sulla scomparsa di questa chiesa (non facilmente dimostrabile)
vuole che essa facesse parte del complesso della Torre e che sia stata
distrutta con essa. Infatti il canonico Paride Cattaneo Della Torre
sostiene che il fortilizio della Torre era sorto intorno al 1150 (probabilmente
sui resti del vecchio punto di osservazione romano), durante le famigerate
lotte tra Guelfi e Ghibellini. Una seconda congettura, probabilmente
più attendibile, la vorrebbe collocata nella posizione in cui
oggi si trova la cappella di San Rocco. |