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STORIA

SAN CARLO BORROMEO

Durante il periodo della Controriforma il santo arcivescovo milanese, preoccupato dalle insidie protestanti che minacciavano molto da vicino la sua diocesi, svolse una serie di visite nei luoghi più a rischio, giungendo nell'occasione anche nel nostro paese. Le vicissitudini delle visite pastorali del cardinale sono state ricostruite da E. Cazzani nel suo lavoro "San Carlo in Valsassisa". La prima volta arrivò a Pagnona, dopo aver visitato Premana, il 29 ottobre 1566, percorrendo con tutto il suo seguito, la pericolosa strada che collegava i due paesi. Le cronache diocesane di quel periodo raccontano di come Egli trovasse la chiesa di sant'Andrea consacrata, vecchia e male ornata, mancavano il battistero e il tabernacolo, mentre l'altare di san Sebastiano non era consacrato, era priva di campanile, le due campane presenti erano poste su pilastrelli, il cimitero era recinto da un muro, ma non ben custodito contro le bestie. Il curato era prete Fermo, fuggito dal paese poco prima dell'arrivo dell'alto prelato, il quale convocò i parrocchiani. I fedeli mostrarono arredi e suppellettili al cardinale, che amministrò la Cresima a molti di loro. Negli archivi diocesani milanesi si trova l'annotazione che la casa parrocchiale era assai distante dalla chiesa, nel paese vi erano trenta famiglie, le anime che partecipavano alla comunione erano invece 120. All'epoca della seconda visita, avvenuta il 16 agosto 1582, la situazione non era migliorata di molto, nella chiesa manca ancora il tabernacolo, nel mezzo della volta si aprono due buchi dai quali scendono le funi delle campane, le decorazioni e le pitture sono corrose. Verso settentrione vi è ora il battistero, la sagrestia è umida a causa della terra che arriva all'altezza della finestra. La chiesa è divisa nel mezzo da un muro, sulla facciata vi sono due finestre non protette da grata. L'ingresso è posto a meridione, dove si aprono altre due finestre, anch'esse senza grata. La casa parrocchiale al momento della visita era disabitata, probabilmente il curato abitava in un paese vicino. Prima di ripartire alla volta di Tremenico, il cardinale donò alla comunità un suo piviale, che si conserva tuttora. Di seguito vengono riportati i decreti seguiti alla visita.

In Ecclesia Parochiali S. Andreae loci Pagnonae

Si acquisti un tabernacolo di legno per conservarvi la Santissima Eucaristia.
Si comperi un ostensorio per le processioni eucaristiche...
Sì abbiano quattro conopei del colore liturgico del tempo...
Si costruisca la cappella per il battistero con il sacrario sul lato settentrionale della chiesa...
La predella dell'altare sia ridotta in forma regolare al più presto; le pitture
corrose vengano rinnovale e la parte grezza delle pareti sia intonacata.
Le immagini dei quattro Evangelisti che hanno il corpo di uomo e la testa di animali, siano ridipinte con la testa di uomo.
Si rimuova la campana che sta nell'abside e si appenda in fondo alla chiesa.
Appena possibile si facciano pareti più alte e dove sono grezze siano intonacate; tutte siano imbiancate e il tetto venga riparato.
All'ingresso del cimitero si faccia un cancello di legno e nell'interno s'innalzi un'alta croce.
La sagrestia verso meridione sia edificata a norma delle Istruzioni e dotata di genuflessorio, lavabo, armadio per i paramenti e di quanto è necessario.
La casa parrocchiale venga riparata e resa più comoda.
A tutte queste cose provveda la popolazione con premura; un aiuto sarà dato dai redditi dei Legati.
I fedeli mantengano un chierico che serva il parroco durante i divini uffici, o versino al curato cinquanta Lire all'anno perché provveda al suo sostentamento.
Antonio Campazi di Corenno entro quattro mesi consegni al parroco le quaranta brente di vino che gli deve, prodotte dalla pezza di terra situata in territorio di Dervio ove si dice in Caroverio, e in seguito ne dia due all'anno sotto pena d'interdetto dall' entrare in chiesa da incorrere immediatamente.
Il parroco agisca contro coloro che non adempiono i Legati, e cioè: gli eredi di Giovanni Lavelli per la celebrazione di tre Messe annuali fino a tutto il pagamento sotto pena d'interdetto; in questo modo agisca anche contro coloro che detengono proprietà già appartenenti alla chiesa.
Lanfranco Pasetti entro quindici giorni restituisca alla chiesa la casa o sedime che dice di aver comprato in territorio di Pagnona, sotto pena di scomunica; a meno che nei termine predetto ne dimostri il legittimo possesso.
Il parroco, se non è legittimamente impedito, nei giorni di festa sia presente alla Dottrina Cristiana e la spieghi, sotto pena di tre Lire per ogni volta che manca.


Pro Loco Pagnona - Via Municipio, 2 - 23833 Pagnona -LC