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Uomini e paesi della verde Valsassina - Carlo Alberto Crippa

CAPO 12°
PAGNONA

Scrive Paride Cattaneo della Torre: « Sita questa terra di Pagnona sotto il monte del Lignone, hanno una chiesa dedicata a Santo Andrea Apostolo... et comunemente li homini di questo luogo sono molto amorevoli et cortesi ».
Scrive Massimo Fabi: «Pagnona, provincia di Como, diocesi di Milano, pretura di Bellano, distretto X d'Introbbio, comune con convocato, che ha 410 abitanti. Superficie pertiche 14,214, estimo scudi 6,458. Distante 8 miglia al nord da Introbbio, e 30 al nord-est da Como. Villaggio alle falde del monte Legnone, presso il torrente Varrone, in territorio frammezzato da monti. Avvi una cava di marmo e miniere di ferro ». Nel secolo XVI contava 156 anime e 32 fuochi. Attualmente conta 550 abitanti.

Si è staccata da Margno il mercoledì 25 agosto 1490; però fu eretta in Parrocchia soltanto alla fine del 1498, dopo che i capi famiglia sotto la guida del Console Pietro Botono stabilirono la dote del beneficio parrocchiale a sostentamento del Parroco.

Ecco le rendite del beneficio parrocchiale come risultano dall'atto notarile di Antonio Berlucchi di Crandola in data 30 ottobre 1498:

1) Casa di abitazione con orto.
2) Un fascio di legna per ogni focolare.
3) Un quartaro di segale per ogni famiglia.
4) Due staia di miglio e tre di segale promessi dal Sindaco Lavello.
5) Quaranta libbre di burro, formaggio e mascarpa.
6) Due brente di vino che il Comune raccoglieva su un fondo a Dervio.
7) Due brente di vino promesse in perpetuo dai nobili Oltremonti di Bellano.
8) Un soldo per ogni maschio.
9) Diciassette pezze di terreno a campi, a selve, a boschi affittati in allora per 70 lire imperiali.
10) Gli annuali e le offerte che si fanno in chiesa.

L'attuale chiesa parrocchiale, a sud-ovest del paese è mollo antica e pare che risalga all'anno 1498. Fu modificata essenzialmente nel 1890, di nuovo restaurata nel 1903 da artisti del paese e poi ancora in questi ultimi anni.
L'altare, barocco, in parte rifatto nel 1953, venne consacrato insieme con la chiesa dal Vescovo Missionario Mario Civelli il 19 settembre 1954.
Possiede un bellissimo quadro della Madonna Addolorata della Scuola del Dolci di Venezia, dono dei pagnonesi colà residenti; possiede pure una bellissima pianeta donata, almeno si dice, dalla
moglie di un Doge di Venezia.
I ladroni della Repubblica Cisalpina asportarono da questa chiesa una lampada e otto candelieri in argento massiccio.
Le attuali cinque campane, fuse dalla ditta Achille Mazzola di Valduggia (Vercelli), furono consacrate dall'Arcivescovo Sergio Pignedoli, allora Ausiliare di Milano, il 27 agosto 1956. Esse vogliono ricordare il defunto curato don Rattini, e sono dedicate: la 5.a alla Vergine Addolorata, la 4.a a S. Andrea e S. Carlo, la 3.a a S. Lucia e S. Maria Goretti, la 2.a' a S. Giuseppe e a S. Ambrogio, la 1.a a S. Pio X e al Servo di Dio Pio XII.
La nuova casa parrocchiale fu costruita nel 1961 dal curato Giovanni Gaggioli.
Pagnona è un villaggio antichissimo, come attestano le tombe e gli oggetti di ferro e di bronzo ivi scoperti
Il paese è situato su un gradino del versante meridionale del Legnone e presenta una certa regolarità, sconosciuta agli altri villaggi del Varrone.
Ha clima mitissimo perché le alte creste che gli pendono sopra lo difendono pienamente dai venti del nord.

CURIOSITÀ
Sono pagnonesi
'I nobili Curtoni di Rovigo traggono origine da Pagnona.
A Venezia
È tradizione che un Buttera di Pagnona costruisse l'orologio di S, Marco a Venezia.
Un castigo meritato
Un certo Andrea Lavelli di Pagnona nel 1487, avendo ucciso un uomo, fu punito con la confisca di tutti i suoi beni che furono devoluti a Gio. Giuliano Santi, castellano di Bajedo.
Un'artista vero
Giovan Maria Tagliaferri, nato nel 1879, inventò l'incisione sul marmo lasciandone buoni saggi nella chiesa di Margno. Fu pittore di chiara fama. Suo figlio Luigi, al pari di suo padre, affrescò molte chiese in Valsassina e dintorni.
Curato che fugge
Quando fu a Pagnona S. Carlo, il 29 ottobre 1566, il curato padre Fermo, ex monaco, era da otto giorni fuggito per paura.
Tre Curati contemporaneamente
Nell'elenco dei curati troviamo, in riferimento al 1566, anche prete Lorenzo Gavinelli e poi un Giovanni Rupeforte, del sobborgo di Saint-Denis di Parigi, capitato a Pagnona non si sa come, ed eletto dal popolo sulla pubblica piazza il 2 novembre. Questa faccenda di tre parroci in un medesimo anno, e precisamente quando si ebbe la Visita Pastorale di S. Carlo, lascia supporre che vi fossero pasticci non lievi.
Vegeto e arzillo
I Pagnonesi vivono a lungo. Un Tagliaferri, detto Zama, a 90 anni faceva ancora la strada Pagnona-Lecco e ritorno (in tutto 74 km.) pacificamente a piedi. Celebrò le nozze di diamante (75 anni di matrimonio) circondato da un bellissimo stuolo di figli e nipoti e pronipoti e trisnipoti. Morì quasi centenario all'inizio del secolo attuale.
Il pagnonese
II pagnonese ha un tipo di dialetto tutto suo, un dialetto con molte parole diverse da quello di Valcasargo e della Valsassina, con una inflessione strascicata, pronuncia lenta, finali bizzarre.
Il Piviale di S. Carlo
S. Carlo Borromeo, nella Visita Pastorale del 1566, lasciò come ricordo a Pagnona il proprio piviale che, ancora oggi, si conserva e si venera. Questo piviale, in occasione del quarto centenario dell'ingresso del Santo Pastore nella Diocesi Milanese, passò di parrocchia in parrocchia.