In alta Val Varrone, nella valletta del Varroncello,
il borgo di Pagnona è di antica origine, come dimostrano i ritrovamenti
di tombe celtiche che si sono susseguiti dal 1885. Storicamente dipendente
dalla Valsassina, ma non priva di legami con la bassa Val Varrone e quindi
con Dervio, è centro di emigrazione soprattutto verso Venezia,
Pagnona si presenta come un nucleo compatto, all'estremità del
quale sorge la chiesa parrocchiale, in felice posizione panoramica.
Parrocchiale di S. Andrea
Di origine medievale, Parrocchiale dal 1498, l'edificio attuale, a navata
unica, è l'erede di quello vecchio e disadorno trovato da S. Carlo-
L'esterno, piuttosto anonimo, si distingue per il bel campaniletto barocco
(molto ripreso). Il tesoro conserva notevoli testimonianze della storia
della chiesa, fra cui una Croce processionale tardogotica e un'altra cinquecentesca,
un calice e una pisside pure cinquecenteschi, diverse oreficerie sacre
fra XVII e XIX secolo, la pianeta donata da S. Carlo, un servizio di paramenti
e altri arredi secenteschi di provenienza veneziana. L'altare di S. Carlo,
a sinistra, presenta la pala (Madonna col Bambino e i SS. Carlo, Giovanni
Battista e Ambrogio), esemplata su un dipinto del Talpino di uguale soggetto;
la struttura secentesca con Angeli lignei reggicandelabro; il paliotto
in cuoio, opera siglata e datata 1752 di Giovanni Battista Tagliaferri,
probabile avo della celebre famiglia di pittori pagnonesi attivissimi
fra Otto e Novecento come decoratori delle chiese lariane. Sono perdute
le Storie di S. Carlo già laterali, mentre si conserva un altro
paliotto in cuoio forse riconducibile al Tagliaferri. Una tela secentesca
collocata sulla parete destra, raffigurante S. Lucia con offerente e nella
lunetta Madonna col Bambino e i SS. Rocco e Sebastiano, è forse
di provenienza veneta, mentre l'altar maggiore in marmi policromi e il
pulpito (smontato e non più reperibile) sono produzione locale
settecentesca. La chiesa venne affrescata a fine Ottocento da Giovanni
Maria Tagliaferri e collaboratori.
Il centro storico
II nucleo antico del borgo conserva un numero considerevole di abitazioni
fra Cinque e Ottocento, spesso con balconcini e decorazioni in ferro battuto,
ed è stretto intorno alla torre di origine medievale, ma ripresa
nel Quattrocento e più volte in seguito. Numerose le cappelle e
le edicole sacre, fra le quali si ricordano: quella di S. Michele, erede
di una chiesetta medievale, rifatta nel 1737, decorata dai Tagliaferri
e ripresa nel nostro secolo; la cappella del Salvalar, costruita nel 1727
su di una più antica eretta per lo scampato pericolo della peste,
decorata dai Tagliaferri nel 1829-1830; l'edicola della piazza, con la
Madonna col Bambino e i SS. Rocco e Sebastiano, ridipintura ottocentesca
di un'immagine del Seicento; le Addolorate settecentesche di via Torre
e via Piazzale; la Madonna di Caravaggio, affresco semidistrutto del 1727
sulla via centrale; la Madonna col Bambino affrescata come edicola sacra
da Giovanni Maria Tagliaferri all'esterno della Parrocchiale. Nella frazione
Gallino una semplice cappella dell'Addolorata, patrona di Pagnona, è
di origine barocca, ma restaurata a più
riprese. |