Vai alla pagina:  
 11  12  13  14  

pagina 3
Carlo Gianola - Sacerdote premanese

MEMORIE STORICO-RELIGIOSE DELLA VALSASSINA
PARROCCHIE NELLA VALLE DEL VARRONE - PAGNONA

1. Situazione e cenni generali. - Questo antichissimo villaggio di 500 abitanti, è posto sul versante meridionale del M. Legnone a metri. 824 sul livello del mare. Il suo Orizzonte è assai circoscritto per le altissime montagne che lo rinserrano; essendo però riparato dai venti impetuosi che soffiano in questa profonda ed angusta Valle, il clima vi è assai mite. Gli oggetti in ferro e bronzo scoperti da alcuni anni in tombe simili a quelle di Introbbio, sono attribuiti dai paletnologi ai Galli, il che fa risalire l'esistenza del paese ad alcuni secoli prima dell'era volgare. Nella frazione detta la Torre, su d'uno scoglio che a ponente si inabissa in un profondo vallone detto Contolegie di triste memoria, esistono ancora le vetuste vestigia d'un forte costrutto a difesa della valle. Da antiche memorie rilevasi che nei secoli passati vi erano assai attivi i forni per la fusione della miniera di ferro, che estraevasi dalle viscere dei suoi monti; il che procurava utile occupazione agli abitanti. Uno di essi era stato costrutto, da Paolo Mornico di Cortenova nel 1570. Il Territorio assai acclive misura ettari 9500, scarsi miseri sono i prodotti del suolo, per cui gli uomini di carattere assai svegliato e intraprendente, emigrano ogni anno nella Svizzera ad esercitarvi le arti edilizie, nelle quali sono assai intelligenti.

2. Erezione della parrocchia. - Sin da tempi assai remoti Pagnona dipendeva dalla parrocchia di S. Bartolomeo di Margno. Riuscendo però di troppo incomodo il recarsi fino a quella lontana parrocchia, i capifamiglia il 5 Agosto 1490 tennero un'adunanza nella pubblica piazza per concretare un'istanza all'Arcivescovo, allo scopo di erigere in parrocchia, la loro Chiesa. Sebbene l'Arcivescovo G. A. Arcimboldi fosse favorevole alla loro istanza, però le pratiche per raggranellare i cespiti della congrua parrocchiale furono assai lunghe e difficili. Finalmente il 30 Ottobre 1498 Pietro Botono console, Giacomo Lavello Sindaco e Andriolo Botono tutti di Pagnona, muniti di speciale procura rogata dal notaio Cattaneo Antonio, a nome proprio e di tutta la Comunità si recarono a Margno dal Notaio Antonio Berlucchi, e davanti ad esso promisero e stipularono di assegnare al Curato le seguenti rendite: 1° Casa d'abitazione con orto, 2° un fascio di legna per ogni focolare, 3° un quartaro di segale per ogni famiglia, 4° due staia di miglio e tre di segale promessi dal Sindaco Lavello, 5° quaranta libbre di burro, formaggio e mascarpa, 6° due brente di vino che il Comune raccoglieva su d'un fondo a Dervio, 7° due brente di vino promesse in perpetuo dai Nobili Oltremonti di Bellano, 8° un soldo per ogni maschio, 9° diciassette appezzamenti di terreno a campi, a selve,. a boschi affittati in allora per 70 lire imperiali, 10° gli annuali, e le offèrte che si fanno nella chiesa.
Da un documento dell'Archivio arcivescovile risulta che la Parrocchia di S. Andrea venne fondata nel suddetto anno

3. La Chiesa parrocchiale.- La Chiesa parrocchiale situata in luogo isolato a ponente del paese, è d'antichissima erezione, fu rialzata nel 1608 per disposizione dell'Arcivescovo Federico Borromeo, ed ampliata nel 1890. L'altare maggiore costrutto in marmo verso il 1615 è ornato da pregevole dipinto rappresentante Maria V. Addolorata, dono de' patriotti residenti in Venezia. A decorare la sua Chiesa nativa, fra Giovanni Tagliaferri, Minore Riformato del Convento di Gerusalemme, nel 1656 portava una croce con reliquie della vera Croce. Questa Chiesa possedeva otto candellieri e una grandiosa lampada, tutti d'argento, che in parte furono derubati dalla Repubblica Cisalpina, e in parte alienati dal Comune.

4. Il Campanile. - Nel 1566 non v'era ancora campanile, e le due piccole campane, Secondo l'antico costume, erano appese ad un trave sporgente dalla Chiesa. La torre che al presente fiancheggia la Chiesa porta tre sonore campane fuse nel 1831.

5. Legati di culto. - Della loro Chiesa : nativa si resero benemeriti nei secoli passati Maffeo Lavèllo, Andrea Cossono,: Pietro. Bianchini, Francesco Tagliaferri, Giacomo Curtone, Francesco Scalvino, Antonio Buttera ed. altri, per avere fondati legati per messe e per sacre ufficiature. Nel 1762 mediante, il contributo .del Comune, della Scuola di S. Carlo e del Curato Gio. Domenico Ratti, veniva istituita una Cappellania sotto invocazione dell'Addolorata, allo scopo di coadiuvare il Parroco nella cura delle anime. II Sacerdote Pietro Verrini, toscano, morto a Pagnona nel 1835 ne aumentava la rendita con annue lire 400. Questa schiera di benefattori animi i nipoti a tenersi sempre fiorente il culto di Dio nella loro Chiesa, che è fonte di virtù e di civiltà.

6. Visita di S. Carlo, e del Card. Federico Borromeo. - S. Carlo Arcivescovo di Milano il 29 ottobre 1566 era a Pagnona a farvi la visita pastorale; ed ebbe l'ingrata sorpresa di sapere che il Curato Fermo ex monaco era fuggito otto giorni prima per la paura che gli incuteva la visita. Terminate le sacre funzioni che il Santo solea celebrare in queste circostanze, nel deporre il suo piviale sull'altare disse: Questo lo dono a questa povera Chiesa. Dopo la morte del Santo, si fecero dalla Curia arcivescovile i processi per la constatazione del dono, poi fu riposto in un armadio a destra dell' altare maggiore, che ancora si conserva come reliquia. Il Santo Arcivescovo nella visita del 1582 istituiva la Scuola del Santissimo Sacramento, la quale decaduta per cause diverse, fu ristabilita nell'anno 1891. Nel recarsi a Tremenico, benedisse le lavine, che sin da quei tempi rovinano e denudano il declive territorio. La sua benedizione continui sempre a serbare in columi gli abitanti dai pericoli, cui sono ognora esposti.
Nel 1608 e 1614 questa Chiesa veniva visitata dal Cardinale Arcivescovo Federico Borromeo. Avendo trovata la casa parrocchiale troppo angusta, ordinò al Comune di ampliarla, di fornirla di mobili, e di assegnare alla congrua parrocchiale lire imperiali 300, con minaccia di rimovere il Curato, se entro un anno non ottemperavasi alle sue disposizioni. Avendo poi con grave suo rammarico saputo che v'erano diverse donne e uomini di costume disonesti, impose al Curato di pubblicare dall' altare il loro interdetto dalla Chiesa e di negar loro i sacramenti, qualora prontamente non si emendassero.

7. Feste votive. - Gli abitanti trovandosi impossibilitati di osservare alcune antiche feste votive, indirizzarono all' Arcivescovo Federico la seguente lettera

Ill. e Rev. Sig.

" Gli uomini della terra di Pagnona, Pieve di Valsassina sono soliti per voto festeggiare tutti i venerdì di Maggio di ciascun anno, e anche il sabato dopo nona, ma perché son poveri e vengono ogni giorno caricati di infiniti bisogni sì del vivere come di necessità di pagare taglie e molti altri carichi, non possono fésteggiare essi giorni come son tenuti. Per fuggir dunque l'occasione d'incorrere in peccato per l'inosservanza di essi giorni et per ogni altro buon fine, ricorrono alla Sig. Illustrissima umilmente si degni per carità et per amor di Dio assolverli.da tal voto e liberarli interamente per l'avvenire, sottoponendosi perciò a quanto sarà da lei ordinato, il che etc. "
L'Arcivescovo con lettera 26 Agosto 1608 li esaudiva, imponendo di provvedere ad onor di S. Andrea un, pallio di damasco rosso. Oltre gli accennati giorni, si festeggiavano S. Antonio, S. Sebastiano, i Santi Nabor e Felice, S. Maddalena, S. Nazaro e S. Celso. Al presente si fa festa per S. Lucia e per l'Addolorata.

8. Una Cappella, votiva.-- Lungo la via che mena dalla Torre all'abitato, evvi un'umile e bassa Cappella, eretta dalla pietà dei pagnonesi, in ringraziamento a Dio per essere rimasti incolumi dalla peste del 1630.

9. Una prestazione antichissima. - Sin da epoca immemorabile si contribuisce ogni anno al Curato di Taceno una molza di latte, ed egli la prima domenica di Maggio (in origine per S. Andrea) si reca a Pagnona a celebrarvi la S. Messa. Dai documenti esaminati non si trova cenno di questa prestazione, per cui se ne ignora l'origine.

10. Una Monaca. - Onora colle virtù religiose la propria patria nel Convento delle Madri Clarisse di Bergamo, Suor Umiliana, (al secolo Teodolinda Tagliaferri di Giuseppe). Nobile esempio per le sue compaesane!

11. - Serie dei Parrochi.
…. -
1560. - P. Fermo ex monaco.
1566. - Lorenzo Gavinelli.
1566. - Gio. Rupeforte, di Parigi, faub. S. Dsnis (1).
1582. - Giacomo Adamollo, di Narro.
1618 .- Domenico Tocho.
1632. - Francesco Sangiorgio.
1642. - Domenico Maggi, di Aveno, poi Parr. a Premana.
1648. - Bernardo Roveda, di Casargo.
1700. - Pietro Mutio.
1705 .- G. Stefano Zanetti, poi Parr. a Vaibrona.
1713. - Ant. Maria Petralli, di Bindo, m. 1733.
1733. - Carlo Gius. Fumagalli, d'Introbio.
1745. - Giuseppe Manzoni, di Maggio.
1748. - Gio. Artusi, poi Parr. a Cortenova.
1750. - Gio. Domenico Ratti, di Premana, poi Parr. a Barzio.
1771. - Pietro M. Gianola, di Premana (2).
1810. - Michele Lavelli, di Pagnona.
1823. - Luigi Piccaluga, di Calcababbio, poi Parr. A Premana.
1826. - Giuseppe Nogara, di Ombriago, m. 1880 (3).
1880. - Bartolomeo Butterà, di Pagnona, Vie. Spir., m. a Milano 1891.
1891. - Pietro Benassedo, di Lecco.

(1) Fu eletto il 2 Nov. dal popolo adunato sulla piazza pubblica.
(2) Fu ucciso a Tremenico il giorno di S. Agata, da un confratello, nipote di quel Curato.
(3) Mori d'anni 78, il dì 8 Nov. 1880. Sulla lapide mortuaria è scritto che fu: Sapiente, indefesso istruttore del suo popolo nelle vie del Cielo e nella, coltivazione della terra. A beneficio della parrocchia lasciava una casa con terreni, e capitali per un Asilo per l'infanzia, dappoi dispersi.