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Fermo Magni: Guida illustrata della Valsassina.

A Pagnona ora si arriva per carrozzabile da Dervio e dalla Val Casargo seguendo la strada per Premana fino a Piazza Gorla sull' orlo del Varroncello, dove viene appunto ad innestarsi all' altra la strada militare che scende a Dervio. Una volta si seguiva la mulattiera che al Passo di Piazzo si stacca dalla provinciale a sinistra, scende tra gli anfratti fino alle acque del Varrone che varca su un ponticello, (m. 678). Il luogo già tanto pittoresco è reso anche più interessante ora che una diga alta metri 18 sbarra il corso delle acque e forma un grande serbatoio dal quale la Società Briantea trae le acque che azionano le dinamo poste presso Dervio. Di Pagnona che ci sta sopra 150 metri si vede solo il campanile. La strada piega a destra, ma svolta subito a sinistra, valica il Varroncello, che scende dal Legnone, passa presso la Cappelletta di Salavaar e sale alla Torre, che sorge presso la Contolegie, un profondo burrato che si inabissa sotto la parte più orientale del villaggio.
Servizio di Autocorriera Piazza Gorla.
Abitanti 550.
Mandamento, Introbio.
Pretura, Bellano.
Ufficio Telegrafico, Premana.
Ufficio Telefonico, Premana.
Ufficio Postale, Premana.
Medico, Premana.
Farmacia, Margno.
Levatrice, Premana.
Veterinario, Bellano.
Acqua buona.
Luce Elettrica.
Osterie: Vi sono diverse Osterie, delle quali qualcuna buona e in bella posizione.

Pagnona è villaggio antichissimo, come attestano le tombe e gli oggetti di ferro e di bronzo ivi scoperti, simili a quelli che furon trovati a Pasturo, a Introbio, a Casargo. Il posto che guardava la Valle del Varrone da questa parte, era custodito da un poderoso forte, all'ingresso del paese, laddove ancora si dice La Torre, in cima al profondo Vallone delle Contolegie. Gli avanzi della torre sono stati ridotti a casa d'abitazione. II paese è situato su un gradino del versante meridionale del Legnone e presenta una certa regolarità, sconosciuta agli altri villaggi del Varrone. Ha clima mitissimo perché le alte creste che gli pendono sopra lo difendono pienamente dai venti del Nord . Vi si coltivano le api, che danno ottimo miele e vi è copia di castagne e di latticini. Gli uomini emigrano temporaneamente in Francia e nella Svizzera e lasciano alle donne le fatiche della coltivazione della campagna e dell'allevamento del bestiame; sono molti intelligenti ed attivi: sono di Pagnona i Tagliaferri che formano una vera dinastia di valenti incisori e pittori. II paese che visto da Piazza Gorla, è molto pittoresco, appare basso nella Valle ed ha di fronte il Monte Muggio, che in luogo si chiama L'Assenza, il Passo di Piazzo, la Costiera di Paglio, il Cornagera, l'Ariale, l'altura di Piazza Gorla gli chiude a monte la vista della Val Varrone; il Sasso d' Arrigo o di Rigo gli pende sopra orrido e minaccioso. Nella parte a sera del paese a cento metri dalle case è una abbondante e freschissima fontana; di là, attraverso il Passo di Piazzo, si scorge un breve tratto di Grigna. All'entrata del paese sorge il modesto, ma significativo Monumento che i Pagnonesi posero a ricordare i loro Morti in guerra.
La Chiesa, situata in luogo isolato nella parte più bassa, a ponente del paese è molto antica, fu più volte ampliata e rifatta; fu restaurata nel 1903 da artisti del luogo. L'Altar Maggiore ha un pregevole dipinto dell'Addolorata, donato da Pagnonesi residenti a Venezia; vi è una pala di corame del 1752 con apprezzato lavoro di G. B. Tagliaferri. Gli oggetti sacri furono in parte confiscati dalla Repubblica Cisalpina, ma i paramenti sono ricchissimi : li dicono donati dalla moglie di un Doge di Venezia. Vi si conserva anche un piviale donato a Pagnona da S. Carlo.

Escursioni e Gite.
Da Pagnona al Legnone. - Pagnona è il punto migliore di partenza per chi dalla Valsassina vuol salire sul Legnone; questo re delle Prealpi Comasche, ricco di vegetali rarissimi, superbo della sua tricuspide vetta, si erge a m. 2610, alle spalle di Pagnona. E' una cima ben nota agli alpinisti, dal pendio ripidissimo. La salita è faticosa, ma non presenta vere difficoltà se non presso la vetta, specialmente ora che troviamo tutto il versante occidentale inciso da una strada militare. Nel 1921 si saliva ancora in automobile fin oltre l'Alpe Vesina (m. 1431), ora la strada è molto deperita, ma rende ancora facilissima la salita al pedone.
Da Pagnona si segue la carrozzabile verso Dervio fino alla località Gallino, sull'orlo quasi della Val di Aveno. Qui la carrozzabile si biforca: noi temano a destra in salita e passiamo presso le località Subiale (m. 1058), Bedoledo (m. 1236), Vesina (m. 1431), Griera Vecchia (m. 1646). La strada militare, raggiunta la costa che scende verso S. E. e che domina la Valle del Varroncello, gira verso Est sulla facciata che prospetta questo vallone e salendo dolcemente ci porta alla Bocchetta del Legnone. (Vedi Premana). Si può seguire un altro itinerario dall'Alpe Vesina passando a sinistra ed attraversare la Valle d'Aveno tra bei boschi di faggio. Al di là della Valle, raggiunta la cresta, si arriva sopra la così detta Porta dei Merli (m.2094), alla Capanna Legnone del C. A. I. (m. 2136). "Il cammino si fa poi più difficile e bisogna sgusciare tra i massi e inerpicarsi sui dirupi, finché in un'ora dal Rifugio si tocca la vetta. Fu là che Giovanni Pozzi, il valente alpinista lecchese, estasiato davanti al panorama impareggiabile, esclamava: " Da quella eccelsa solitudine la mente si innalza fra nuovi e arditi concepimenti, ed il cuore ingigantisce in un sentimento calmo e solenne; guarda da quell'altezza la sua terra natia, la sua patria, un dì avvilita da orde barbariche, poi dal superbo vaniloquio di nazioni vicine, più tardi da un turpe sciame di codardi cortigiani, e giura di sollevarla a più alti destini ". (Guida alle Prealpi di Lecco, pag. 59).

Da Pagnona alla cima ore 5.