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Così Paride Cattaneo Della Torre descrisse il nostro paese.

Si parte da questa terra, passando per il suo territorio, a un alto precipitio perviensi, et questo lo causa una certa ruina sopra la costa dove è sì stretta la via, che alcune volte a carpone si gli convien andare; imperocché al di sotto non si vede il fondo e di sopra si ha il sasso desserto et pellato et verso dove si va è un'alta valle, alla quale con gran faticha et paura si perviene, questa dall'alto monte di Lignone discende, passato questa valle alquanto ascendendo nel intrar della terra di Pagnona, lontana da Premana un grosso miglio, si vede un'alta torre, che era circondata da una gran muraglia, della quale ancor gran parte se ne vede, questa torre dimostra esser stata molto forte et è sita sopra un collicello, che da due lati si diffonde in duoi valloni d'altro ha un canale, in modo che da un canto solo verso il monte ha la sua intrata. Questa Roccha, secondo si ritrova, fu edificata nel tempo delle maledette fationi tra Guelfi et Gibellini, qual incominciorno l'anno 1150, et questa terra è l'ultima della valle da questa banda, la quale ha verso sera i suoi confini con la montagna d'Introzzo signoria dell'Illustrissimi Sig. Sfondrati. È parimenti sita questa terra di Pagnona sotto il monte del Lignone, hanno una chiesa dedicata a Santo Andrea Apostolo, quivi habitano assai de Lavelli, de Grassi, de Ruschoni et de Rivolti, et comunemente li homini di questo luogo sono molto amorevoli et cortesi. E dominata questa terra dal monte di Lignone... (che) è gravemente percosso da folgori, tuoni et tempeste et quasi sempre biancheggia dalla neve. Questo monte di Lignone divide il Ducato di Milano dalla Signoria de' Grigioni, cioè la Valtelina da Valsassina. Diffonde le sue radici sino al fiume Adda, tenendo et occupando da quaranta miglia di paese a circondarlo. Si parte da Pagnona et discendendo al fiume Varrone, passato il sinistro vado si ritrova sull'altra ripa un forno da ferro et altre fucine et fu edificato alli anni passati da M. Pavolo Mornico, partendosi dal detto forno, salendo verso mezzogiorno di nuovo al monticello di Piazzo si perviene.