Scelto il posto dove deve erigersi la carbonaia, se ne delimita il perimetro, mediante uno spago fissato ad un piolo posto nel centro dello spiazzo.
Intorno al piolo si conficcano tre pali nel terreno, sterzati a triangolo che si tengono insieme con legami. Questa specie di cilindro cavo costituisce il canale di accensione .
Tutt'intorno al canale si distribuisce la legna, ponendola verticalmente, in un unico o in doppio palco. AI di sopra si dispone un piano di legna quasi orizzontale che costituisce la calotta.
La lunghezza dei pezzi varia da 1 m a 1,5 m.
Successivamente si copre con il mantello costituito da un primo strato di foglie secche o verdi o di muschio e da un secondo strato di zolle. Lo spessore del mantello è di 20 cm circa nella parte superiore e di 30 cm alla base della carbonaia.
Dietro il canale si dispongono e si accendono pezzi di legno detti mozzi ,e di quando in quando s'imbocca ( cioè si mettono altri pezzi di legna nel canale in modo che il fuoco sia continuo). Per aumentare l'accesso di aria e mantenere viva la combustione si praticano fori, detti sfiatatoi, attraverso i quali sfugge anche il vapore acqueo. Una volta eliminata l'acqua si chiude superiormente il camino ed i fori alla base bastando l'aria contenuta nella carbonaia ad alimentare la carbonizzazione per circa 24 ore (carbonizzazione alla cieca).
Passate le 24 ore si praticano nella parte superiore altri sfiatatoi che permettono l'uscita dei gas che si producono e l'accesso di aria, perchè altrimenti si arresterebbe il processo di combustione, regolando così la carbonizazzione.
In un primo tempo i vapori che escono dai fori hanno un colore grigio ed odore pungente di acido acetico, poi assumono un colore giallognolo ed odore acre, infine cominciano a farsi poco visibili, assumendo colore azzurrino. A questo punto la carbonizzazione è completa.
Si chiudono allora gli sfiatatoi dalla parte superiore del mantello e se ne aprono altri più in basso. Il fuoco infatti procede verso il basso e dal centro verso l'esterno.
La durata della carbonizzazione è diversa e dipende:
-dalle dimensioni della catasta
-dalle dimensioni dei singoli pezzi
-dalla specie legnosa
-dallo stato di stagionatura del legno adoperato
-dalle condizioni atmosferiche
-dal modo in cui è stato regolato il fuoco
A seconda delle dimensioni, le carbonaie possono essere:
-piccole (da 15 a 30 q.li): hanno il vantaggio di essere meglio gestibili e di produrre carbone migliore.
-medie (da 50 a 100 q.li): sono preferibili
-grandi (da 200 a 500 q.li): si regolano più difficilmente e danno carbone scadente e per ottenere 30 q.li circa di carbone occorreva un puiat di 100 / 150 q.li di legna.
Di regola la durata della carbonizzazione va dai 3 ai l2 giorni di combustione.
Prima di estrarre il carbone bisogna assicurarsi che la carbonaia sia completamente spenta. L 'estrazione, di solito, viene fatta di notte per poter meglio individuare le parti che eventualmente siano ancora accese.
Il rendimento della carbonaia dipende:
-dalla specie legnosa
-dal grado di secchezza
-dall'età delle piante ( ottima 30-40 anni, dipende dalla specie)
-dall'aia carbonile
-dal processo di carbonizzazione
Mediamente la resa in peso per ogni m c di legna è la seguente:
faggio, querce, carpino e betulla: q.li 1,90-2,10
conifere in genere: ql.i 1,50-1,60
ontani, pioppi, salici: q.li 1,20-1,40



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Fonti: “ intervista agli anziani del paese “
“ La filière du bois – B.R.E.L. “