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Affiorata dopo ventiquattro
ore, la panna veniva scremata con la spannarola di legno per fare il burro.
Era l'operazione più curata durante la permanenza nei monti, nei
maggenghi e nei paesi, perché la più redditizia. Per la
fabbricazione del burro si adoperava la zangola, generalmente di trenta
litri, a pistone di legno tirato e spinto nel recipiente cilindrico pure
di legno, ottenendo dopo un'ora un chilo di burro. Più moderna
la zangola a rotazione, grossolanamente prismatica, appoggiata agli estremi
orizzontalmente su un cavalletto e fatta ruotare con una manovella. Talora,
quando un torrentello scorreva vicino alla cascina, si faceva ruotare
la zangola con una primitiva ruota idraulica mossa dalla corrente. La
pasta estratta dalla zangola era tagliata in pezzi con un coltello di
legno e posta in stampi pure di legno, costituiti da due semiscatole con
manico, sul fondo delle quali erano incisi degli ornamenti e sovente le
iniziali del produttore. Ne usciva un panetto di mezzo chilo, mentre,
quando si volevano preparare pani più grossi, si utilizzava un
batti burro,specie di assetta di legno con manico. |
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raccolta del formaggio |
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| Testi tratti da L'Adda, il
nostro fiume di Pietro Pensa |