Santa Lucia 2004
 
 
SANTA LUCIA:
i preparativi fervono

Anche quest’anno, le associazioni pagnonesi, si stanno prodigando per organizzare la tradizionale festa di Santa Lucia.
Da qualche anno a questa parte, la festa che è molto sentita anche dai comuni confinanti, ha prodotto sempre più interesse, inducendo così, amministrazione comunale e le locali associazioni culturali, a dar vita ad una vera e propria “tre giorni di festa” all’interno di una tenso struttura riscaldata all’insegna di: canti, balli e spettacoli e, non da ultimo, nella locale chiesa, si celebra la tradizionale Santa Messa del 13 dicembre che vede partecipare sempre numerosi devoti del paese e dintorni.

Ecco dunque il programma per questa Santa Lucia 2004:

Sabato 11 dicembre
-Ore 12.00 apertura della festa con servizio bar e ristorante.
-Ore 20.30 ballo liscio con “Le Fisarmoniche Pagnonesi”
-Ore 22.30 serata rock con il gruppo “Black Hole”

Domenica 12 dicembre

-Ore 14.00 spettacolo circense con il “Circo Caveagna”
-Ore 17.00 Proiezione del filmato “Le Immagini Raccontano”;
documentario di filmati del nostro territorio, ripresi in occasioni delle locali feste paesane e montane,
prodotto e proposto dall’associazione “Baite”
(sarà in funzione il solo servizio bar nel pomeriggio durante gli spettacoli)

Lunedì 13 dicembre
(durante tutta la giornata sarà in funzione il servizio bar e ristorante)
-Ore 10.00 Santa Messa Solenne di Santa Lucia
-Ore 20.00 estrazione dei biglietti vincenti della sottoscrizione a premi
-Ore 21.00 serata danzante con l’orchestra Acquario

   

 

Ma chi era Santa Lucia e come è arrivata a Pagnona?
Tanto per cominciare un po’ di storia.

Santa Lucia fu una giovane siracusana che visse intorno al III-IV secolo.
Siracusa era la più grande città della Sicilia di quegli anni: si chiamò dapprima Ortigia dal nome dell'isolotto su cui sorse poi Siraka, dal nome di una vicina palude (nome fenicio che pare significasse "luogo orientale").
Era una colonia di Corinto e fu probabilmente fondata intorno all'VIII secolo a. C.; a testimonianza di ciò, si possono ammirare ancora oggi: un grande ampio anfiteatro, un'ara dedicata alla dea Minerva, un teatro greco circondato da sontuosi monumenti sepolcrali, le latomie (cave di pietra), una antica fortezza grandiosa, i resti di altri templi e le catacombe. Divenne ben presto potente e famoso centro di raffinata civiltà dove fiorivano le lettere e le arti, dove sostavano volentieri poeti e filosofi, come Eschilo e Pindaro. Atene guardò con gelosia alla splendida città, le mosse guerra, ma ne fu sconfitta. Siracusa dominò il Mediterraneo, raggiungendo il massimo splendore con Dionigi il Vecchio, che le donò un meraviglioso periodo di pace. Più tardi condusse una vittoriosa lotta contro Cartagine. Ma Cartagine era troppo potente e Siracusa, sola, non poteva resisterle. Così si alleò con Roma. La Prima Guerra Punica portò alla sconfitta di Cartagine. Nel 214 a.C. Il console romano Marcello assediò la bella città siciliana, nel 212 la conquistò. Durante il dominio di Roma, benché restasse capitale dell'isola e culla d'arte e di bellezza, Siracusa decadde a poco a poco.
A Siracusa, nella primavera del 61 aveva sostato l'apostolo Paolo in viaggio verso Roma come possiamo leggere nel capitolo 28 degli Atti degli Apostoli:
11 Dopo tre mesi salpammo su una nave di Alessandria che aveva svernato nell’isola, recante l’insegna dei Diòscuri. 12 Approdammo a Siracusa, dove rimanemmo tre giorni 13 e di qui, costeggiando, giungemmo a Reggio. Il giorno seguente si levò lo scirocco e così l’indomani arrivammo a Pozzuoli. 14 Qui trovammo alcuni fratelli, i quali ci invitarono a restare con loro una settimana. Partimmo quindi alla volta di Roma. 15 I fratelli di là, avendo avuto notizie di noi, ci vennero incontro fino al Foro di Appio e alle Tre Taverne. Paolo, al vederli, rese grazie a Dio e prese coraggio.
16 Arrivati a Roma, fu concesso a Paolo di abitare per suo conto con un soldato di guardia.
Il primo vescovo fu S. Marciano (o Marziano): fu mandato a Siracusa, secondo la tradizione, direttamente dall'apostolo Pietro, primo Pontefice della Chiesa.
Nel 1894 venne scoperta a Siracusa un’iscrizione sepolcrale nelle catacombe di San Giovanni che conferma il culto antico e quindi l'esistenza di questa Santa venerata sia in occidente che in oriente: in questa lapide del V secolo, scritta in greco, si fa l'elogio di Euschia e si afferma che morì nel giorno della festa di Santa Lucia . Qualche altra notizia sulla sua vita è tratta dal racconto di una "Passione", racconto di tradizione popolare.
Chi era Lucia?
Si sa che era di nobile casato e che il padre, che si chiamava forse Lucio poiché era allora vigente una norma romana che imponeva il nome del padre alle figlie, morì quando Lucia era ancora piccola. Da allora madre e figlia vissero l'una per l'altra.
Lucia trascorse la sua infanzia sotto lo sguardo e le cure affettuose della madre Eutichia che si rallegrava di tanta leggiadria della giovane figlia, speranza del nobile casato.
Lucia non amava la vita oziosa e spensierata che conducevano i giovani dell'ambiente ricco e patrizio.
Educata alla rettitudine, alla pietà e alla carità, Lucia si apriva dolcemente al Vangelo ed in cuor suo si faceva strada un desiderio sempre più intenso e prepotente: quello di somigliare sempre più alla Vergine Maria promettendo solennemente di consacrarsi interamente a Dio.
Ricca, probabilmente bella e promessa sposa ad un giovane della sua città, Siracusa, Lucia sembrava destinata alla vita normale delle ragazze del III-IV secolo dopo Cristo: moglie e madre di famiglia.


La vita di Lucia cambiò quando, a causa di una malattia che aveva colpito la madre, una grave emorragia, decise d'andare a Catania per pregare sulla tomba della martire Agata alla quale era molto devota. Qui Dio la scelse per un grande progetto: la martire infatti le apparve chiedendole di dedicare la propria vita ai più poveri, ai piccoli emarginati e sofferenti. Tornata a Siracusa mise in atto questo progetto; ruppe il fidanzamento e, con una lampada fissata al capo, iniziò a percorrere i lunghi e angusti cunicoli delle catacombe per distribuire i beni della sua cospicua dote ai più poveri.
Il giovane pagano che ambiva Lucia come sua sposa forse non tanto per amore quanto per le ricchezze che avrebbe ereditato, viste le gesta della fanciulla, sentendosi tradito ed inteso il suo voto verso il cristianesimo, la denunciò all’allora prefetto Pascasio, il quale la fece immediatamente arrestare.
Minacciata e torturata, si proclamò comunque seguace di Cristo e non accettò di abiurare la propria fede. Per Pascasio non ci furono dubbi, quella ragazza troppo forte per essere "piegata", doveva morire: la espose nel pubblico postribolo; Lucia disse allora che "il corpo viene contaminato solo se l'anima acconsente" e così nessuno, nemmeno sei uomini e sei i buoi, riuscì a smuovere il corpo esile divenuto miracolosamente pesantissimo. Prima dell'esecuzione capitale però Lucia riuscì a ricevere l'Eucaristia e preannunciò sia la morte di Diocleziano, avvenuta di lì a pochi anni, sia la fine delle persecuzioni, terminate nel 313 d.C. con l'editto di Costantino che sanciva la tolleranza religiosa e la libertà di culto.
Due diverse versioni sono state date sul martirio suo martirio. Una dice che venne trafitta con una spada alla giugulare, mentre una seconda versione, forse più attendibile, dice che venne decapitata secondo l’usanza che era riservata ai nobili condannati a morte.
Così morì Santa Lucia da Siracusa, era il 13 dicembre dell’anno 304.

Il nome Lucia proviene dal latino lux e significa luce, luminosa, illuminante. La leggenda, affermatasi dopo il Mille, parla di occhi strappati dalle orbite ed è questo l'emblema di Lucia nelle rappresentazioni pittoriche; un'altra leggenda, invece, ci racconta che Lucia, oltre che essere una bella fanciulla, aveva anche degli occhi bellissimi e che il suo pretendente, dopo l'abbandono di lei per dedicarsi a Dio, sentendosi tradito ed abbandonato, la privò di quanto aveva di più beloo e cioè gli occhi. Probabilmente la sua funzione di protettrice della vista é proprio legata al nome, visto che nelle "passio" non si fa cenno alcuno a questo tipo di martirio.
Lucia protegge ciechi, oculisti, elettricisti, sarti, ricamatrici e donne di malavita pentite. La Santa ha ricevuto più di ogni altra onori e riconoscimenti, per non parlare degli innumerevoli ex voto offerti in forma di occhi di ogni specie e materiale, e delle piccole forme di pane dette "gli occhi di Santa Lucia " che ancora oggi, in alcune regioni, vengono preparate proprio in occasione della festa. Forse l'omaggio più pertinente è venuto dagli speziali del Medioevo, che prepararono una specie di collirio dall'esplicito nome di "Santa Lucia".

Ma com’è arrivata a Pagnona?

A questa bella domanda, purtroppo non corrisponde una altrettanto bella risposta.
Di certo si sa solo che nel 1755 nella chiesa di Pagnona esisteva già un altare dedicato.
Nei racconti e nelle leggende, invece, si narra di un emigrante che, divenuto devoto alla Santa Martire, portò con se questa tradizione da Siracusa fino a Pagnona.
Il giorno di Santa Lucia era di gran lunga più sentito all'epoca dell'emigrazione poiché coincideva, appunto,con il rientro degli emigranti alle loro case; ecco dunque un'altra ipotesi attendibile sull'adozione di tale festa di culto.

A quanti volessero approfondire la storia di Santa Lucia, vogliamo indicare due indirizzi utili dai quali, abbiamo preso alcune informazioni per scrivere quanto riportato sopra.
Il primo è l'indirizzo della Basilica di SantaLucia di Siracusa www.basilicasantalucia.it
Il secondo indirizzo è invece dedicato a quanti ne vogliono sapere di più sulle tradizioni che circondano questa festa. www.carasantalucia.itQui troverete notizie sui dolci, le bancarelle, i regali di Santa Lucia e altre curiosità di molte località italiane.

 
28/11/2004