Cinquant'anni fa: consacrazione della parrocchiale
 
 

Il prossimo mese di settembre ricorre il cinquantesimo anniversario della consacrazione della chiesa di Sant’Andrea, per ricordare l’avvenimento il nostro gruppo ha deciso di ripresentare, in formato elettronico, l’opuscolo celebrativo di quell’evento che allora coinvolse in massa tutta la popolazione del nostro paese.
A volere fortemente queste celebrazioni, avvenute tra il 14 e il 19 settembre dell’anno 1954, fu l’allora parroco Don Alfredo Zoppetti, dietro le frequenti sollecitazioni del cardinal Schuster, infatti, l’arcivescovo di Milano espresse più volte questo desiderio, ricordando al parroco che, nonostante i vari ampliamenti subiti dall’edificio nel corso degli anni, quest’ultimo non fu mai più riconsacrato.
L’occasione propizia giunse proprio in concomitanza dell’indizione dell’anno mariano. La S. Congregazione dei Riti, il 7 agosto 1954, concesse l’autorizzazione, fu presa dunque la decisione di svolgere le solenni funzioni in prossimità della festività della Madonna Addolorata.
Purtroppo il cardinal Schuster, ispiratore di quegli eventi, a causa delle sue precarie condizioni di salute, non aveva dato la sua disponibilità a celebrare la consacrazione, e, fatto ben estremo e inesorabile, si spense nel collegio diocesano di Venegono il 30 agosto di quello stesso anno.
Le solennità si aprirono la sera del 14 alle ore 17, quando il vescovo celebrante S. E. Mons. Mario Civelli, vescovo espulso dalla Cina comunista, impose ai fedeli di uscire dalla chiesa, spogliata dalle reliquie, continuarono durante le giornate successive con il compimento dei rituali previsti dal cerimoniale e si conclusero il 19 con la celebrazione del solenne pontificale officiato da Mons. Ennio Bernasconi, Abate di S. Ambrogio nella mattinata e la processione dell’Addolorata al calar della sera.
La cronaca piu’ dettagliata di quelle giornate è presente nel libretto, gelosamente conservato da alcune famiglie; noi lo riproponiamo integralmente così come fu dato alle stampe, per portare una piccola testimonianza di quegli anni dell’immediato dopoguerra.
Ci ha fatto immenso piacere ritrovare nelle parole del Canonico Don GIUSEPPE CARELLI «Allo svoltar d'una rapida discesa che conduce a valle lungo il Varrone, ti si affaccia — tutta d'un pezzo — la Parrocchia di Pagnona. Non ha propaggini di frazioni isolate, ma se ne vive raccolta fra sé, e quasi ne senti il respiro......», la sensazione di comunità unita che il nostro paese sapeva proporre ai suoi rari visitatori.
 
02/06/2004