L’idea
mi era stata proposta da un componente del gruppo AVIS qualche mese
fa: provare a riunire le donne per parlare di loro stesse e uscire
dall’abitudine di passare la Festa della donna davanti a una
pizza, infatti il titolo dell’incontro doveva essere NON SOLO
PIZZA. Mi si chiedeva un incontro con uno scrittore che potesse
venire a Pagnona a parlare della situazione femminile.
Non ebbi esitazioni, subito mi venne in mente Erminia Dell’Oro,
vuoi perché è una scrittrice, vuoi perché a
maggio l’avevo incontrata per la seconda volta alle scuole
elementari di Premana, vuoi soprattutto perché sapevo che
aveva comunque una storia diversa dalla nostra da raccontarci e
da condividere.
E così, domenica 6 marzo, era qui con noi.
Le ore previste per l’incontro dovevano essere divise in due
momenti: la presentazione dei suoi libri, che peraltro alcuni di
noi avevano letto in previsione di quella giornata, per poi, di
riflesso, parlare della sua vita e dopo un breve excursus storico
del perché esiste la Festa della donna, attraverso la sua
testimonianza sulla situazione femminile in Eritrea, si sarebbe
cercato di riflettere ad alta voce anche sulla nostra situazione,
in Italia come qui a Pagnona.
Queste erano le premesse per un incontro che vedeva l’intervento
di una trentina di persone, tutte incuriosite dalla presenza, per
la prima volta a Pagnona, di una scrittrice, e poi con qualche curiosità
da soddisfare riguardo all’ultimo viaggio che la Dell’Oro
aveva appena concluso in Eritrea, suo paese di nascita.
Ma, fin dalle prime parole che la scrittrice ci ha rivolto, siamo
stati catturati dalle immagini che via via ci presentava, dalla
storia di suo nonno, capitato per caso in Eritrea nel 1896, alla
descrizione di quei posti con gli odori e i colori che denotavano
il profondo legame che lei ha mantenuto con il popolo eritreo.
Incantati, eravamo tutti come incantati dal suo modo di raccontare
e dalle cose che raccontava, tanto che la chiacchierata sulla condizione
femminile è passata in secondo piano e l’incontro è
terminato con una voglia di visitare l’Eritrea, meglio se
avendo come cicerone nientemeno che Erminia Dell’Oro.
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