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Consacrazione della chiesa
14-19 settembre 1954

cronaca delle solenni e sante giornate

Col cuore suo affettuoso e colle sue opere fattive, Pagnona ha aggiunto un allro capitolo glorioso alla millenaria storia di fede e di amore cristiano. Preparate dalla familiare voce del nostro don Elio, le solennità si aprirono il 14 settembre con l'arrivo di S. E. Mons. Mario Civelli, vescovo espulso dalla Cina comunista, fra una marea di popolo osannante, che ha rivissuto le scene indimenticabili descritte dal Manzoni nei suoi Promessi Sposi. Per uno speciale e benigno favore concesso dalla S. Congregazione dei Riti il 7 agosto 1954 si incominciarono le funzioni alla sera stessa. Alle 17 il Vescovo celebrante, come vuole il Rituale, ha ordinato ai fedeli di uscire dalla chiesa lasciandovi a custodia soltanto un diacono vestito di amitto, camice, cingolo e stola bianca. Con il clero l'Ecc.mo Vescovo si è recato, sempre preceduto dalla croce, dai chierichetti e da due torce e accompagnato dai confratelli, nella cappelletta delle Reliquie, a questo scopo preparata nell'aula a pianterreno dell'oratorio femminile II Vescovo ha quindi iniziato, dopo aver indossato le sacre vesti, la recita dei salmi penitenziali. Successivamente portatesi sul sagrato davanti alla porta della chiesa ed inginocchiatesi al faldistorio ha benedetto l'acqua lustrale e compiuto gli esorcismi sul sale e l'acqua, procedendo poi all'aspersione dell'esterno della chiesa. Di poi, dopo i canti e le litanie e il triplice battere alla porta, il Vescovo ha proceduto alla scrittura col bastone pastorale dell'intero alfabeto greco e latino in due bracci di cenere che si intrescano come i bracci di un « X » per l'intera navata centrale, a significare l'unione dell'Occidente e dell'Oriente nel segno di Cristo. Benedetti sale, acqua, cenere e vino, l'Eccellentissimo Celebrante ha asperso l'Altare maggiore, l'interno della Chiesa, il pavimento.
Con queste cerimonie terminava la prima parte della solenne funzione, ben seguita anche all'esterno dal perfetto impianto di altoparlanti della Ditta Dell'Oro di Bellano. Alla sera, nella raccolta cappelletta della reliquie, Mons. Civelli si degnava benedire la statuetta della soave immagine dell'Immacolata che nel mese di ottobre e novembre sarebbe passata pellegrina di grazia e di amore per le famiglie del nostro paese. Il mattino ci regalò una brutta sorpresa: un tempo imbronciato che con i suoi lampi e scrosci d'acqua accompagnò tutta la lunga funzione impedendo a molti Rev.di Sacerdoti di intervenire. Il momento centrale del complesso rito, la consacrazione dell'altare, divisa in varie parti, ha occupato oltre due ore dell'intera cerimonia, che si è conclusa, dopo la benedizione delle tovaglie nuove, dono di sante persone, con l'apparizione anche del tanto sospirato sole. Nel pomeriggio S. Ecc.za amministrava a 14 innocenti il santo sacramento della Cresima, esortandoli a ben lottare nelle nobili battaglie di Dio. La radiosa giornata si conchiudeva con la solenne benedizione del Signore. Tutte le belle e commoventi cerimonie sono rimaste indelebili nel cuore di ognuno. A nome di tutta la popolazione giunga a S. E. Mons. Civelli il più vivo senso di gratitudine per l'alto onore concesso al nostro paese e l'assicurazione più sincera di un ricordo alla Madonna per la Sua diletta Diocesi lontana e in pericolo. Un grazie particolare anche all'ottimo ostiario Sig. Pierino che ha diretto tutte le complesse funzioni con la sua solita rara precisione. Preparata dalla sempre gradita ed ardente parola del can. don Umberto Crugnola, la giornata di chiusura, domenica 19, è stata quella del trionfo. Alle ore 10,30, con un lieve ritardo per un incidente alla macchina, l'Ill.mo e Rev.mo Mons. Ennio Bernasconi, Abate di S. Ambrogio, ricevuto solennemente nella piazza del Monumento, accompagnato dal Rev.do Can. don Giuseppe Carelli e dalla Autorità del Comune, si recava in processione alla chiesa, dove alla presenza di tutta la popolazione e di numerosi forestieri accorsi dai paesi vicini, celebrava il solenne pontificale, primo nella storia religiosa della parrocchia. La Cantoria Parrocchiale « S. Cecilia » di Premana ha eseguito con perfezione tecnica la Messa « Cor lesu » di Armando Antonelli a tre voci miste. All'ingresso : « Ave Maria » di Federico Caudana per solo e coro a due voci; all'offertorio: « In me gratia omnis viae » di Ettore Pozzoli a due voci uguali; alla comunione: « Stabat Mater » di G. B. Nanino ; alla fine : « O bella mia speranza » di anonimo.
Al Vangelo il Rev.mo Mons. Abate ha pronunciato una dotta e vibrante omelia sull'Addolorata, Regina del paese. E quando sull'imbrunire, tante luci tremolanti, sorrette dalle mani devote dei parrocchiani, hanno fatto corona all'icone mariana portata in trionfo per le vie, il paese sembrò rivivere le scene del trecento umbro per le viuzze di Siena e di Cortona, al pio salmeggiare delle litanie lauretane. Alla sera sul volto di tutti si leggeva l'amarezza delle feste tramontate ma pur tanta fiducia nella presenza e assistenza sempre viva della Mamma celeste





Il Parroco insieme alla popolazione sente il dovere di ringraziare sentitamente l'Ill.mo Mons. Bernasconi di essere venuto fin quassù a condecorare la nostra Madonna Addolorata in questo anno mariano;
l'eletto numero di sacerdoti che ha voluto partecipare:

il Rev.mo Sign. Prevosto,
il Can. don Giuseppe Carelli,
il Can. don Umberto Crugnola,
il Can. don Noè Ceriani,
il Rev.do Parroco di Introbio,
il Rev.do Parroco di Premana,
il Rev.do Parroco di Lasnigo,
don Antonio Fassina,
don Giuseppe Benecchi,
don Vincenzo Arrigoni,
don Tullio Vitali,
i nostri P. Vito e don Elio Tagliaferri;

quanti si sono adoperati anche con non lieve sacrificio alla perfetta riuscita di queste manifestazioni che riteniamo come un nuovo trionfo della Vergine sulla nostra popolazione e pegno di speciali predilezioni materne.

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