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LUIGI EUGENIO TAGLIAFERRI - Pittore

Santi Pietro e Paolo - Verolavecchia


S. Elena scopre la Vera Croce

San Gerolamo

San Gregorio Magno

Gloria di S. Pietro

Sant' Agostino

Sant' Ambrogio

Da: "Le chiese di Verola Vecchia"
Di: Sandro Guerrini e Antonio Lanzoni
Ed. Società per la storia della chiesa a Brescia

L' opera di Luigi Tagliaferri
Il Cattaneo non riuscì però nemmeno ad iniziare la decorazione della volta ed il soffitto della chiesa restò nudo per parecchio tempo. Più di cento anni dopo, nel 1891, si lanciò l'idea della decorazione della volta e ci si rivolse dapprima a Carlo Chimeri che in una lettera del 5 ottobre di quell'anno si dichiarava disponibile ad iniziare i lavori e che ricordava le sue opere nel Santuario delle Grazie a Brescia, nella chiesa di S. Cristo sempre a Brescia e nelle parrocchiali di Passirano, Ospitaletto, Sale Marasino, Quinzano e Chiari.
Venne invece scelto più tardi (1896-97) il lecchese Luigi Tagliaferri che il parroco don Mombelli (1896-1928) aveva conosciuto in occasione della decorazione della chiesa di Pontevico. Per gli stucchi ci si rivolse al bergamasco Bianchini ed il cremonese Zimbelli o Zambelli attese alle opere di doratura.
Il Tagliaferri operava già da tempo nel Bresciano, poiché nel 1892 aveva firmato e datato la pala dell'altar maggiore di Bornato e nel 1897 attendeva agli affreschi della volta di quella parrocchiale. Il dipinto di Pontevico, raffigurante La conversione di S. Tommaso, risale invece al 1886. Nel Bergamasco si ricordano opere del pittore a Presezzo (1887-1889), S. Omobono (1869), Sovere (1885).
Certo su indicazione del parroco don Mombelli, il Tagliaferri delineò nel catino absidale S. Elena che scopre la vera Croce, creando una scena dall'impostazione grandiosa, che sfrutta abilmente le risorse scenografiche della concavità dell'abside; il pittore riservò invece il centro della volta della navata alla Gloria dei Santi Pietro e Paolo, mentre nelle unghie delle finestre pose i Dottori della Chiesa ed alcuni gruppi di Angeli. Gli affreschi denotano una tecnica particolare, di sapore in parte divisionistica ed in parte incisoria: le immagini vengono scomposte in una serie di linee di livello che a distanza si ricompongono e danno la sensazione dei volumi.

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