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Da:
"LUIGI TAGLIAFERRI IN PROVINCIA DI COMO"
Di. Rita Fazzini
Entrare nella chiesa di S.Biagio, parrocchiale di Musso, è trovarsi
avvolti in una atmosfera magica. Ti senti subito accolto e vicino al Creatore.
L'edificio risale ad epoca romanica, della quale mantiene la facciata
a capanna, la pianta longitudinale a tre navate e l'abside semicircolare
rivolta a levante. Dei rimaneggiamenti susseguiti nel tempo non resta
molto, soprattutto per la cura dei Sacerdoti, che a partire dalla fine
del XIX sec., si sono prodigati nel ripristinare e mantenere la loro Chiesa
in modo decoroso.
Così nel 1893, Luigi Tagliaferri affresca l'interno che versava
in condizioni pietose essendo tra l'altro andati persi gli affreschi preesistenti.
A distanza di un secolo esatto, viene rifatto il tetto riportandolo all'originale
capriate a vista . Le luci particolari che sono state messe, contribuiscono
all'effetto intimistico di cui dicevo.
Le pitture di Luigi della volta absidale raccontano" la Gloria di
S.Biagio". Il Santo, seduto su nuvole e circondato da Angeli, sembra
rivolgere lo sguardo a Dio Onnipotente raffigurato sull'arcone del presbiterio,
creando in tal modo un effetto ascensionale prospettico molto originale.
Le navate sono tra loro divise da una teoria di colonne che sorreggono
archi a tutto tondo; sopra ad ogni colonna è raffigurato un personaggio
dell'Antico Testamento ( sono cinque: Mosè, Aronne, Isaia, Geremia,
Davide, nel sesto tondo vi è l'iscrizione "hec domus dei et
porta coeli").
Nel grande comparto sopra le colonne, tra le decorazione tipiche ricorrenti
nelle opere di Luigi, e da ascriversi alla sua bottega nella quale lavorarono
anche i fratelli, sono raffigurate quatto scene di Angeli musicanti sempre
assisi sopra nuvole che lodano Dio coi loro canti e melodie.
Conclude il ciclo figurativo, la rappresentazione dei Quattro Evangelisti,
ognuno dei quali inscritto in una pagina a se stante.
Tutta la pittura di Luigi, in questa chiesa, è immersa in uno sfondo
celeste intenso carico di stelle dorate.
Da: "Guide della provincia di Como - Alto Lario
occidentale"
Ed. Nodo Libri
Parrocchiale di S. Biagio
Lungo la strada statale si trova la parrocchiale dedicata a S. Biagio,
con la facciata scandita da lesene e coronata da un fregio di archetti
a tutto sesto, ripetuti nell'abside. Tracce di decorazione geometrica
in vari colori risalgono forse alle indicazioni del vescovo Bonomi (1578)
di dipingere di rosso la facciata. Il Malaguzzi Valeri informa che all'inizio
del secolo vi erano anche figure di Santi, ora scomparsi. Al fianco destro
è addossato il portico ed è sviluppato un piccolo piazzale
dove si erge il campanile settecentesco, recante vari stemmi dei Malacrida,
feudatari di Musso. Qui è pure collocata una vasca marmorea, forse
antico fonte battesimale ad immersione. La chiesa, documentata nel 1337
con la dedicazione a S. Nazaro, fu eretta in parrocchia con il titolo
di S. Biagio nel 1387. La data 1507, riportata sulla lunetta del portale
maggiore, può essere verosimilmente riferita alla costruzione dell'attuale
edificio, con interno suddiviso da colonne in tre navate, di cui la centrale
a capriate e le laterali con volte a crociera. Sui pilastri dell'arco
presbiteriale furono scoperti, durante i restauri del 1985, due figure
tardoquattrocentesche di santi: S. Antonio a sinistra e S. Defendente
a destra. Essi sono i resti di una più ampia decorazione, forse
nascosta sotto gli affreschi del Tagliaferri, che lavorò nella
chiesa nel 1893, dipingendo la Gloria di S. Biagio nel catino absidale,
L'Eterno Padre sull'arco trionfale, tondi con i Profeti, Evangelisti e
Angeli musicanti sulle pareti della navata centrale. Nel presbiterio sono
pure collocate due tele con figure di Santi, a cui si possono associare
due Sante, raffigurate entro analoghe cornici sulle pareti laterali delle
navate. Su un Santo compare la firma di Carlo Gerolamo Castelli, vissuto
tra il 1689 e il 1758. Nella prima cappella a sinistra è conservata,
in un'imponente cornice lignea dorata, una raffinata tela cinquecentesca
con l'Adorazione dei Magi, e in quella a destra una tela secentesca dell'
Annunciazione, ispirata al Morazzone. Sulla parete destra della navata
si trova una pregevole tela con S. Antonio Abate, non distante dai Santi
del Castelli, caratterizzata da un gustoso brano paesistico sullo sfondo,
con sequenze di viottoli, radure e boschetti dalle intonazioni verdastre
e azzurrine, di ascendenza nordica. Sulla parete sinistra è collocata
invece una tela con la Deposizione, che risente del manierismo cinquecentesco
di derivazione milanese: in particolare il gruppo della Vergine e del
Cristo rimandano, per lo schema compositivo e per il livore delle carni,
alla tela di medesimo soggetto dipinta da Simone Peterzano per la chiesa
di S. Fedele a Milano. La seconda cappella a sinistra, dedicata alla Madonna
del Carmelo, conserva una statua della Vergine, entro una ricca cornice
decorata con stucchi e alcune tele votive. L'altare fu fondato nel Seicento,
ma una confraternita dei Carmelitani risulta eretta già negli anni
precedenti. Sulla controfacciata si trova un modesto organo ligneo, con
emblemi musicali raffigurati sulla cantoria.
Da: "Musso e le sue chiese"
Ed. Attilio Sampietro
Purtroppo quasi tutte le pitture antiche sono andate perdute e, in seguito
ai restauri del 1893, la volta absidale è stata riaffrescata con
la Gloria di S. Biagio ad opera di Luigi Tagliaferri di Pagnona.
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Glroria di
San Biagio
particolare

Angeli musicanti

Mosè

San Givanni
evangelista

San Luca
evangelista

S. Marco
evangelista

S. Matteo
evangelista

Madonna con
Bambino e San Domenico |