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LUIGI EUGENIO TAGLIAFERRI - Pittore

Chiesa di San Lorenzo - Mandello del Lario


Allegoria della Pace


Angeli che bruciano le armi


Angeli che distruggono
le armi

Sia Fatta la Pace

La Tempesta sedata

Da: "Guide del Territorio di Lecco - Lario Orientale"
Ed. Nodo Libri

Parrocchiale di S. Lorenzo
II nucleo antico, presso il lago, è polarizzato sulla chiesa plebana di S. Lorenzo, citata forse nell'800 e sicuramente nel 1010, sede dal 1288 di un Capitolo passato entro il 1342 sotto il controllo del vescovo di Como. La ricostruzione iniziata nel 1613 ha implicato la distruzione dell'edificio anteriore, descritto dalla Visita pastorale Ninguarda del 1593 come una grandiosa struttura a tre navate con affreschi e ancone scolpite. Del complesso antico rimane solo il campanile con decorazione ad archetti, di fine XI o inizi XII secolo (la cella campanaria è però una sopraelevazione), non dissimile da quello della Parrocchiale di Dervio. Al patrimonio dell'antica parrocchiale appartiene la Croce processionale, datata 1422; è possibile però che tale datazione riguardi solo il nodo esagonale a nicchie gotiche con figure di Santi, e che la Croce vera e propria sia di primo Cinquecento, con un gusto rinascimentale che pare andar oltre lo stesso rinnovamento formale promosso da Francesco di Ser Gregorio da Gravedona e dalla sua scuola. Un nucleo anteriore alla ricostruzione edilizia secentesca e da essa rispettato è quello del sacello di S. Marta, sede dell'omonima confraternita: all'ingresso è un' Addolorata, forse di origine antica, ma più volte ridipinta; all'interno l'effigie della titolare e la Madonna del Rosario sono tele di Giovanni Battista Stella, in genere ascritte al 1590 circa, ma riferibili con sicurezza al 1593, perché citate come appena eseguite nella Visita pastorale del Ninguarda. Gli elementi qualificanti la decorazione della chiesa appartengono all'ultimo quarto del Seicento: la Croce trionfale di Francesco Micheli (1677), le tre tele* (S. Sisto condotto al martirio. Processo di S. Lorenzo, Martirio di S. Lorenzo) di Agostino Santagostino nel presbiterio, impreziosito dagli stucchi di Giacomo Scotti e campito dall'altar maggiore ligneo (come il pulpito e il battistero, forse dall'antica chiesa), gli stalli del coro di Paolo Lucini (1691), la Gloria di S. Lorenzo di scuola del Santagostino, tela della controfacciata. I più qualificati interventi successivi sono l'organo Serassi del 1764 e la decorazione a fresco della volta della navata centrale, eseguita nel 1915 da Luigi Tagliaferri di Pagnona.

 

Da: "Il lago di Lecco e le valli
Sacralizzazioni e Strutture della memoria"
Di: "Angelo Borghi"
Ed. Cattaneo

L'imponente navata, la cui volta è affrescata con armoniose Storie del patrono dipinte nel 1916 da Luigi Tagliaferri, è divisa in tré campate fasciate da una complessa e decorata trabeazione e contenute all'esterno da robusti contrafforti.

Da: "La plebana di San Lorenzo a Mandello del Lario"
Di: "Oleg Zastrow"
Plebana di Mandello del Lario - 1994

Nel 1916, come ancora si dirà, fu stipulato un contratto con il pittore Luigi Tagliaferri per la decorazione delle volte nell'arcipretale...

...Nell'archivio arcipretale è conservato un ampio carteggio concernente il progetto e la successiva elaborazione dei dipinti sulle volte del san Lorenzo(273). Con le buone intercessioni del sacerdote Giuseppe Polvara, del collegio arcivescovile di Saronno, l'opera fu affidata al pittore Luigi Tagliaferri, abitante all'epoca a Mandello e l'esecuzione avvenne nell'anno 1916, come anche attesta la firma dell'artista, vergata ai margini di uno dei dipinti (fig. 124). È interessante notare come i soggetti scelti rispecchino, in conformità con il periodo in cui vennero eseguiti (durante la prima guerra mondiale) il desiderio di concordia e di fratellanza. Così venne concepita la grande allegoria della pace (fig. 125) e analogamente allusivo è l'episodio evangelico della tempesta sedata (fig. 126), come pure sono un invito alla rappacificazione i soggetti dipinti nei medaglioni con figure angeliche che reggono una corona o inneggiano con strumenti musicali (fig. 127), mentre altre distruggono armi (fig. 128).

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