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LUIGI
EUGENIO TAGLIAFERRI - Pittore
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Da: "Il medio
corso dell'Adda Chiesa parrocchiale di Santo Stefano Malgrado abbia scarse tracce esteriori della sua antichità,
è questa una delle battesimali più importanti storicamente
del territorio milanese. E' attestata come sede plebana nel 985 con il
custode Andrea, mentre al 1259 si ha notizia del collegio canonicale:
questo prendeva nome in origine dalla chiesa di Sant'Agnese, costruita
poco lontana da Santo Stefano con la quale generalmente condivideva l'intitolazione.
Da vari elementi sembrerebbe però che anche questo tempio, del
tutto cancellato nel 1615, fosse una fondazione assai antica, probabilmente
paleocristiana. I resti della sua cripta emergono dal vicino giardino
del palazzo Gnecchi, a breve distanza dai caseggiati ancor denominati
la Canonica. La pieve di Garlate controllava una vasta area di paesi,
fra Galbiate e Carenno, sulle due sponde dell'Adda ed ebbe fra i suoi
prepositi illustri personaggi, come Olrico Scaccabarozzi, vicario di Ottone
Visconti, e Oldrado Maineri, cappellano papale. Dal 1455 il prevosto appare
risiedere a Olginate, segno della decadenza di Garlate, che nel 1574 perse
ufficialmente la sede plebana. Nel secolo XIII la chiesa aveva gli altari
di Santa Maria e San Materno nelle piccole absidi delle navate laterali,
dichiarando una conformazione romanica, desumibile ancora ai tempi di
San Carlo sia nelle descrizioni che in una pianta: di questa fase sono
apprezzabili in alzato sia il fusto del campanile, ora intonacato, ubicato
in testa alla navata di sud, sia un pilastro con due arcate nel vano adiacente
alla sacristia vecchia sempre a meridione. Nel corso del Seicento venne
ridotta a navata unica con volta, eliminando la navata nord e inglobando
quella sud nei locali di servizio; intorno al 1677-1682 vennero sistemate
le due cappelle laterali al Rosario e a San Giuseppe con molte decorazioni.
Nel Settecento si apriva il portichetto laterale, si alzava il campanile
e si ingrandiva il coro. Radicali mutamenti seguivano a partire dal 1896
e fino al 1903; allora venne mutata la direzione della chiesa, costruendo
una facciata classicheggiante in luogo dell'abside, il grande vano ottagonale
a sfondati e cupola verso occidente, il nuovo presbiterio con emiciclo
e sacristie. L'altare marmoreo è opera neoclassica di Giuseppe
Bovara del 1820; le due grandi tele con miracoli e martirio di Santo Stefano
furono poste nel 1756. Di rilievo l'affresco della cupola con la Gloria
del patrono dipinta nel 1905 da Luigi Tagliaferri; più antiche
sembrano le decorazioni della navata con temi dell'Immacolata, forse opera
di Ambrogio Riva. |
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