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"La Pittura di Luigi Tagliaferri nelle chiese della provincia di
Milano"
Di: Salvatore Capodici
1895-1896 - Garbagnate Milanese (MI) - Santuario della Beata Maria Vergine
del Rosario, allora unica chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Eusebio
Vescovo e Maccabei Martiri.
Costruita alla fine del 1600, in sostituzione di altre due precedentemente
esistenti sullo stesso sito, la terza chiesa parrocchiale, a pianta ottagonale
e dotata di tre cappelle (quella Maggiore; l'altra della Madonna del Rosario
sul lato del Vangelo, a destra della navata; e la terza di S. Antonio
di Padova, sul lato dell'Epistola, a sinistra della navata), la chiesa
rimase priva di decori pittorici per quasi due secoli.
Nell'ultimo quarto del secolo XIX e precisamente nel 1877, fu necessario
prolungarla per l'avvenuta crescita della popolazione. Su progetto dell'Ing.
Francesco Coppa di Milano fu innestato sul lato occidentale della navata
ottagonale il corpo longitudinale di tre navate per tre campate.
Ultimati i lavori di ampliamento, il parroco del tempo Don Carlo Gianola
provvide nel 1895 a far decorare l'interno della parrocchiale, convinto
che anche attraverso le raffigurazioni pittoriche si potessero istruire
i fedeli nella fede (la data e la notizia è rilevata dal Liber
cronicus parrocchiale, manoscritto).L'incarico fu affidato al valente
pittore Luigi Tagliaferri figlio di Giovan Maria da Pagnona in alta Valsassina,
che Don Gianola molto probabilmente conosceva in quanto nativo di Pregnana,
paese vicino a Pagnona.
Mentre il parroco faceva restaurare e preparare le volte della chiesa
per le decorazioni, il Tagliaferri presentò le bozze degli ornati
ed affreschi da realizzare ed, ottenutane l'approvazione, li eseguì
tra il 1895-'96. La consistente spesa venne coperta con le offerte volontarie
dei fedeli e di altri generosi benefattori.
Ancora oggi il ciclo delle raffigurazioni, in decori ed affreschi, rimane
l'opera pittorica più interessante della chiesa e risulta così
articolata.
La tazza. E' la superficie più vasta ed ariosa che si prestava
ad una articolazione dell'opera più significativa da rappresentare
e decorare. Tagliaferri, tenendo conto degli spazi occupati dalle finestre,
quattro con luce e due cieche, e delle arcate, quella trionfale presso
il presbiterio e l'altra d'innesto tra il corpo centrale ottagonale col
nuovo longitudinale costruito nel 1877, divise la volta in otto vele,
non tutte della stessa dimensione, mediante fascie a motivi ornamentali
e figure d'angeli di varia grandezza.
Queste, impostate quasi finte sovrapposizioni e prolungamenti
delle lesene della navata ottagonale, sono più ristrette nella
parte inferiore e più larghe via via che si avvicinano al medaglione
centrale. Entro un contorno pittorico a cornice si sviluppano, dal basso
in alto, dei decori fitomorfi stilizzati, intercalati da volti d'angeli,
in basso; da angioletti che reggono dei festoni, al centro; ed angeli,
quasi a mo' di cariatidi, in alto, in atteggiamento orante e raccolto.
L'impostazione di queste fascie risulta piuttosto statica e formale, con
finalità nettamente divisoria delle raffigurazioni rappresentate
all'interno delle vele, mentre le tinte opache prevalenti dei decori sono
di color nocciola-grigio.
Di autentico valore pittorico sono invece le altre raffigurazioni. Nella
parte centrale primeggia il medaglione centrale circolare, raffigurante
la Gloria della SS. Trinità emergente su nuvole: la maestosa figura
del Padre con nella sinistra lo scettro e con la destra protesa in alto;
il Figlio mostrante la croce della salvezza; lo Spirito Santo sotto forma
di colomba più in alto. Alla destra del Figlio appare la Vergine
Maria assorta ed in contemplazione della SS. Trinità, che a sua
volta è visibilmente rivolta verso S. Eusebio Vescovo, sottoraffigurato,
patrono di Garbagnate.
Nella vela frontale sopra l'arcata presbiteriale, più ampia rispetto
a quelle laterali, è raffigurato S. Eusebio, in paramenti episcopali,
proteso con lo sguardo, le braccia e nella movenza del corpo verso la
SS. Trinità ed accompagnato da un coro d'angeli osannanti, mentre
altri angioletti lo accolgono nella gloria celestiale; uno di essi è
in atto di incoronarlo.
Nella vela speculare a quella di S. Eusebio, attualmente con raffigurazione
poco visibile a causa del deterioramento e dal salnitro provocati da infiltrazioni
umide, vi è dipinto un Coro d'angeli in atteggiamenti diversificati.
E' previsto il restauro di tutta la volta.
Nelle due vele laterali, sia a destra che a sinistra,
sono affrescati altri gruppi d'angeli che sorreggono un libro, a destra,
ed un nastro, a sinistra.
Nelle rimanenti vele, che completano l'intera volta spiccano al centro,
a mezzo busto ed a tinte leggermente più vive rispetto agli altri
gruppi, le donne bibbliche Ester, Giuditta, Ruth e Debora, simboleggianti
la Madonna.
I gruppi delle raffigurazioni principali (la SS. Trinità, S. Eusebio
e quella degli angeli evidenziano un armonioso senso compositivo ed un
pacato dinamismo negli atteggiamenti. Le tinte, tendenti al chiarismo,
quasi anticate, sono di un pastellato mai acceso, pur prevalendo alcune
tonalità calde. Nel corso dell'anno 2001 tutta la tazza è
stata restaurata.
L'abside e le volte presbiteriale e della campata longitudinale.
A completamento del decoro pittorico del Tagliaferri nell'ex-parrocchiale,
rientrano i dipinti della lunetta absidale, della volta presbiteriale
e della volta della navata longitudinale, rimasta dopo il taglio e la
demolizione delle altre due campate, avvenuti nel 1959.
Nella lunetta, suddivisa in tre parti, vi risaltano al centro la figura
di Gesù, assiso in trono. che regge il libro con la scritta "Ego
sum via, veritas et vita" (motivo abbastanza tradizionale nella iconografia
di questo sito), il braccio destro è leggermente allargato verso
l'esterno; gli Evangelisti Matteo e Marco, affiancati dai rispettivi simboli
del bue e del leone. Gli altri due Evangelisti, Giovanni e Luca, con i
simboli dell'aquila e dell'angelo, si aggiungono nella volta presbiteriale.
Nella volta della campata longitudinale, in fondo alla
chiesa, si completa il ciclo pittorico di Luigi Tagliaferri: vi sono infatti
simboleggiate, in vesti figurative femminili, le virtù della Fortezza
e della Speranza. Probabilmente nelle volte delle campate demolite vi
erano rappresentate altre virtù.
Vi è però da precisare che i dipinti delle due virtù
rimaste (Fortezza e Speranza) nell'anno 2000 sono stati rifatti ex-novo.
Infatti durante i lavori di restauro di questa parte di volta, si è
notato che l'intonaco su cui si trovavano stava per crollare. Si è
allora intervenuto fotografando le immagini, scrostando e rifacendo l'intonaco,
riportando in spolvero le figure sul nuovo intonaco, ridipingendo e colorando
i due soggetti con tinte consone e fedeli a quelle preesistenti, riecheggianti
il Tagliaferri. Bisogna dire che, controllando le foto preesistenti, il
risultato è ben riuscito.
Le pareti della chiesa, le lesene, i capitelli ed alcune
cornici furono dal Tagliaferri decorati con tinte marmorizzate, con finte
cornici, ovali e particolari vari.
Ad oltre un secolo di esistenza, il ciclo pittorico
di Tagliaferri nel Santuario, ex-parrocchiale, rimane con tutta la forza
compositiva, la vitalità e la validità sacro-rappresentativa
e didattica, e arricchisce l'ammirevole patrimonio artistico-religioso
della nostra cittadina.
Parlando ancora delle opere di Luigi Tagliaferri a
Garbagnate, vogliamo ricordare che Don Carlo Gianola gli commissionò
pure di dipingere tre Madonne nelle edicole votive su muri di tre caseggiati
del centro storico della nostra cittadina, in Piazza della Croce la prima,
un'altra nel Vicolo della Rosa (parete nord del caseggiato detto Corte
Preatoni) e la terza nella Corte Nuova poi demolita. Di dolce espressività
e soavità figurativa, la prima è stata distrutta con la
demolizione del caseggiato rurale a nord della piazzetta della Croce (anni
Settanta del Sec. XX), dietro la colonna sormontata dalla croce in ferro
battuto; rappresentava la Madonna Immacolata Concezione (presente nella
nota medaglia miracolosa). La seconda, una Madonna con Bambino, di bella
fattura, ora piuttosto sbiadita e con i tipici colori tardo ottocenteschi,
esiste ancora, ma su di essa è stato applicato un dipinto (altra
Madonna) di Ambrogio Allievi. Si vocifera che anche questa corte verrà
demolita; speriamo che qualcuno pensi di salvare questo affresco, magari
con la tecnica a strappo. La terza immagine, rappresentante la Madonna
del Rosario ripresa dalla statua lignea esistente in Santuario, è
stata perduta con la demolizione della Corte Nuova, dove era raffigurata
su una parete.
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San
Giuseppe

Gesù

San
Luca

San
Marco

Angeli Musicanti

Gloria di
Sant' Eusebio

San
Giovanni

San
Matteo |