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LUIGI EUGENIO TAGLIAFERRI - Pittore

San Martino - Carnago


Assunzione di Maria

Crocifissione e Flagellazione

Assuncione

Deposizione

Gesù nell'orto

Gloria di S. Martino

Da: "La Pittura di Luigi Tagliaferri nelle chiese della provincia di Varese"
Di: Salvatore Capodici

1883-1884 - Carnago (Varese) - Chiesa prepositurale di S. Martino Vescovo

La sontuosa chiesa prepositurale, ad unica navata, sorge in bella posizione ed è dedicata al Santo Patrono Martino Vescovo. Nella chiesa sono avvenuti diversi miracoli:
La sera del 17 agosto 1619 Paolo Trinchinetto, un buon cristiano tanto devoto della Madonna, molto stimato da tutti, essendo stato ferito a morte, si trascinò ai piedi della venerata immagine della Madonna dei Miracoli, e dopo breve preghiera si trovò pienamente guarito. A quel miracolo ne seguirono successivamente altri; ed il Cardinale Federico Borromeo dopo accurati esami, nella sua visita pastorale (4 gennaio 1621) ordinò che dal posto dov'era l'Immagine taumaturga venisse portata nella Cappella Maggiore (presbiterio), erigendovi un prezioso altare, quale si ammira tuttora. Il Cardinale poi onorava la S. Immagine del privilegio dell'Incoronazione, imponendo (7 settembre 1919) alla Madonna ed al Bambino preziosissime corone.
Ancora nel 1884, mentre si decorava la chiesa, cedette l'impalcatura: un quadro custodito nella sacrestia rievoca l'evento ed illustra la caduta di persone dall'alta impalcatura, mentre l'allora parroco rimaneva colpito da materiale. Tuttavia nessuna persona coinvolta subì danni mortali o gravi ed anche questo evento fu considerato miracoloso.
Dunque sappiamo che tra il 1883-1884 Luigi Tagliaferri, a cui era stato affidato l'incarico di affrescare la chiesa, si dedicò ad abbellire con le sue pitture la chiesa e terminò la sua opera nel mese di maggio 1884. Tale circostanza è documentata dalla sua firma e dalla data apposta dall'artista nel cartiglio di S. Marco, uno dei quattro Evangelisti dipinti agli angoli della singolare tazza della volta della navata.
Di fatto Luigi Tagliaferri affrescò tutta la chiesa, elaborando e distribuendo i suoi soggetti sacri negli spazi dei catini, nelle volte del presbiterio, della navata e delle cappelle e nelle pareti sia della navata che delle cappelle laterali. I suoi dipinti presenti nella chiesa sono stati fatti restaurare nell'anno 1998 dal parroco Don Alberto Corti, affidandone l'incarico alla Ditta Astarte di Brescia.
Come era nell'impostazione pittorica di Luigi Tagliaferri - lo si ricava dalla lettura della sua arte in numerose chiese - egli soleva collocare i principali soggetti sacri policromi, entro tondi, riquadri, cornici, dipinti inquadrati tra fini cornici e decori monocromatici a motivi floreali o a greche, che suddividevano gli spazi specie dei catini e delle volte. Il risultato finale riusciva ad esaltare le scene sacre principali che dovevano servire al popolo quale insegnamento dell'agiografia o delle narrazioni sacre rappresentate.
E' il caso anche della Chiesa prepositurale di S. Martino Vescovo dove egli operò. Ma vediamo nei particolari i soggetti raffigurati dalla valentia della mano di Luigi Tagliaferri in questa chiesa:
Abside e presbiterio. Nel catino absidale ammiriamo il dipinto del racconto di S. Martino Vescovo, raffigurato a cavallo, in atto di donare al povero (che raffigura Cristo) metà del suo mantello, tagliato con la spada: scena tradizionale frequente nella rappresentazione iconografica del Santo. Nelle vele absidali sono magistralmente stesi ad intreccio e monocromaticamente diversi elementi delle simbologie sacre.
Nel riquadro rettangolare della volta presbiteriale è raffigurato il Trionfo dell'Eucaristia tra angeli (zona medio-alta), mentre nella zona inferiore primeggia l'Arcangelo Michele in atto di cacciare dall'Eden, con la spada di fuoco, gli angeli ribelli. Nelle lunette laterali altre due simbologie: a destra le Tavole dei Dieci Comandamenti e lo Specchio della Giustizia; a sinistra l'Arca dell'Alleanza.
Volta della navata e tazza. Anche tutta la volta della navata è suddivisa e decorata in vari spazi monocromatici a festoni, greche e motivi geometrici. Nel vasto tondo della tazza centrale appare l'arieggiante dipinto della Gloria di S. Martino Vescovo, opera che frequentemente riflette i canoni e gli schemi pittorici di Luigi Tagliaferri in questi siti. Nella parte centrale, in uno squarcio di cielo luminoso, è disposta la SS. Trinità: qui superiormente appaiono il Padre e lo Spirito Santo sotto forma di colomba, inferiormente Gesù Cristo assiso che regge la croce della redenzione; alla sua destra la Madonna e a lato S. Giovanni Battista. La presenza di quest'ultimo Santo si richiama al fatto che storicamente la chiesa prepositurale di Carnago, prima che fosse parrocchia autonoma, dipendeva dalla Pieve di Castelseprio, il cui patrono è appunto S. Giovanni Battista. Verso di loro, in basso a sinistra, è rivolto orante ed estatico S. Martino, inginocchiato e vestito con paramenti pontificali.
Attorno a queste principali figure aleggiano angeli oranti od in atto di suonare strumenti musicali, leggiadra impostazione pittorica comune in tutte le tazze o cupole delle chiese da lui dipinte.
Agli angoli della tazza in posizione seduta e su nuvole i quattro Evangelisti: Giovanni, Luca, Matteo e Marco, intenti a scrivere i rispettivi Vangeli ed affiancati dai simboli che li rappresentano. In altre chiese essi sono solitamente raffigurati nei pennacchi delle cupole.
Lunette parietali. Nelle quattro lunette parietali in alto sono raffigurati alcuni personaggi del Vecchio Testamento: due Re e due Profeti che hanno parlato di Maria.
Le cappelle della navata. I dipinti di L. Tagliaferri occupano anche gli spazi delle cappelle laterali. Nelle lunette delle due cappelle prossime al presbiterio sono raffigurati S. Pietro e S. Paolo, dominanti su sfondi naturalistici. Il primo in ginocchio e con le chiavi tra le mani; sulla volta un tondo con l'angioletto che regge un cartiglio con la scritta "Pasce agnos…Pasce oves meas", ai lati del tondo completano i dipinti decorazioni foliari stilizzate. Frontalmente a S. Pietro è raffigurato S. Paolo, seduto su un masso e reggente la spada con la mano sinistra; nella volta ancora un angioletto con il cartiglio "Vas electionis"; analoghi gli ornamenti monocromatici foliari ai lati.
Nelle pareti centrali della navata si aprono altre due cappelle, sempre dipinte da L. Tagliaferri.
Cappella della Madonna del Rosario. E' la seconda cappella a destra ed è così affrescata: sulle due pareti laterali sono raffigurati i Santi che hanno diffuso la devozione della recita del Rosario, S. Domenico e S. Rosa. Essi appaiono su uno sfondo naturalistico, oranti ed in ginocchio e con la corona del Rosario pendente da un braccio; in alto, attorno ad essi, tra un susseguirsi di nuvole le rappresentazioni dei misteri del Rosario (sette su ogni santo). L'ultimo mistero glorioso, quello dell'Incoronazione di Maria Vergine ad opera della SS. Trinità, si trova più solennemente dipinto nel tondo al centro della volta della cappella, dove due didascalie laterali recitano "Veni coronaberis" e "Regina coeli, ora pro nobis".
Cappella del S. Cuore. E' frontale a quella della Madonna del Rosario; in essa ammiriamo una vasta Deposizione di Gesù portato nel sepolcro: Gesù, avvolto nel lenzuolo, è sorretto dai suoi discepoli, mentre la Madonna e le pie donne li seguono addolorate e piangenti. Sull'altra parete la raffigurazione di Gesù nell'orto degli ulivi, mentre un angelo dall'alto gli porta e porge il calice della passione e più in basso due apostoli che dormono. Nella volta il tondo della Resurrezione di Cristo, reggente il vessillo della vittoria pendente dalla croce che ha in mano, mentre più in basso si scorgono soldati attoniti e l'angelo che sostiene la pietra sepolcrale. Completano il tutto le scritte laterali esplicative "Surrexit sicut dixit" e "Si compatimur et conglorificemur".
Cappelle di S. Lorenzo e di S. Antonio. Adiacenti alle due cappelle sopradescritte nelle volte si trovano due angeli che reggono rispettivamente la graticola e la palma del martirio per S. Lorenzo ed il giglio per S. Antonio; lateralmente completano il decoro delle volte degli ornamenti stilizzati.
Le due Cappelle vicine alla controparete d'ingresso sono:
Cappella battesimale. Nel catino è dipinto il Battesimo di Gesù nel fiume Giordano, ai lati personaggi assistono allo straordinario evento. La raffigurazione, rispetto ad analoghi soggetti del Tagliaferri, è piccola per dimensioni, ma curata, riuscita e più ricca nella raffigurazione dei soggetti e nella scenografia che l'accompagna.
Cappella con la teca dello Spirito Santo. Vi ammiriamo il dipinto di Gesù tra i fanciulli; nel tondo la scritta didascalica "Sinite pargulos venire ad me".
Sacrestia. A completamento del ciclo pittorico realizzato nella chiesa prepositurale di Carnago L. Tagliaferri provvide a decorare anche la volta della sacrestia. Egli spartì lo spazio in cinque riquadri: in quello centrale raffigurò un angelo che custodisce il pastorale e la stola, adiacente vi è la mitra; in alto due angeli reggono uno la spada e l'altro l'elmo: tutti simboli riferentisi al Santo vescovo Martino, che, come si legge nel nastro del decoro, era allo stesso tempo "Miles, sacerdos, pontifex" (soldato, sacerdote e vescovo).
Gli altri riquadri rappresentano simbologie sacre varie o semplici decori; anche qui le quattro frasi augurali inneggiano la pace: "Pax in omni populo, Pax sacerdotibus ecclesiarum Dei, Pax in coelo, Pax in terra".
Nella chiesa prepositurale di Carnago si riscontra un più completo e vasto ciclo pittorico rispetto alle altre chiese da lui dipinte nella provincia di Varese (cinque) e parallelo alle più importanti chiese in altre province.

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