Variante alta D.O.L Percorso n°3 di h. 7.00 Difficoltà: I
Tabella cronologica: Pagnona h 0.00 – A. Subiale h 0.25 – A. Bedoledo h 0.45 – A. Casniella h 1.15 – A. Stavello h 1.30 – A. Moncale 3.15 – A. Deleguaggio 3.30 – Lago basso h 4.30 - Bocchetta di Deleguaggio o Usciöl h 5.00 – Cima di Moncale h 5.15 – Bocchetta di Moncale h 5.30 – Bocchetta bassa del Legnone h 5.45 – Bocchetta alta del Legnone (gallerie) h 6.45 - M. Legnone h 7.15

A Nord dell’abitato di Pagnona, attraversiamo la solita provinciale 67, e saliamo lungo Via concordato per raggiungere l’alpeggio di Subiale in poco più di 20 minuti.
Da qui dobbiamo procedere, questa volta verso Nord - Ovest, lungo il sentiero che ci porta in 20 min. circa all’alpe Bedoledo; qui un gruppetto sparso di case si affacciano sull’Alta Valsassina a Sud, Premana e il Pizzo dei Tre Signori ad Est e un primo scorcio di Lago ad Ovest. Troviamo acqua in abbondanza al pozzo di Bedoledo per rinfrescarci un po’ e ci fermiamo ad osservare il paesaggio in basso con prati verdi, numerosi castagni e noccioli, quindi riprendiamo il cammino seguendo il sentiero verso Est che passa in mezzo ad alcune costruzioni, il sentiero sale dolcemente per circa 10 min. poi si entra a sinistra, attraversando un bosco di faggi e betulle su un sentiero decisamente più ripido che conduce in 20 min. all’alpe Casniella ( mt. 1574); qui è già agibile la Capanna Sociale di proprietà del Comune di Pagnona e recentemente ristrutturata dalla sezione CAI di Pagnona, un bivacco molto utile e confortevole come punto d’appoggio, anche in caso d’emergenze.
Un pannello segnaletico posto su un cocuzzolo a destra del bivacco indica il panorama che possiamo ammirare da qui e i sentieri disponibili per raggiungere le nostre mete; noi andiamo ad Est sul sentiero del DOL (Dorsale Orobica Lecchese) che conduce all’alpe Stavello e ci lasciamo alle spalle il sentiero che sale verso l’alpe Campo.
Il percorso in leggera discesa si immerge in una vegetazione bassa ma molto fitta, siamo, infatti, molto esposti al sole per la mancanza di arbusti d’alto fusto soprattutto a valle del sentiero, dove scarseggia la presenza di faggi, betulle e larici che di solito crescono a queste altitudini.
Raggiungiamo l’alpe Stavello (mt. 1550) dove siamo costretti a camminare su un’estesa pietraia
( caravine in dialetto) staccatasi dalla montagna, cercando di individuare la segnaletica tipica del DOL che ci guiderà sul sentiero per l’alpe Moncale. Continuiamo a camminare sulla pietraia, passando poco sopra il rudere della vecchia sosta dell’alpe; qui il paesaggio è davvero aspro, la pietraia e la


vegetazione povera e disordinata lo rendono estremamente selvaggio, ed il sole estivo rende l’ambiente molto caldo ( su questo sentiero è preferibile passare il mattino molto presto!). Sopra di noi, a sinistra rispetto alla direzione del sentiero, possiamo vedere i pendii sassosi, ricoperti di fieno selvatico e il Sass d’Ariich (mt. 1835) dove, specie nella stagione invernale, è possibile osservare camosci e stambecchi che popolano questi pendii scoscesi, senza dimenticare le numerose marmotte ed i rapaci, compresa la maestosa aquila reale che di tanto in tanto si fa avvistare nel cielo, anche se ad altitudini generalmente elevate; davanti a noi, invece, si erge la spettacolare costa del Legnone.
Da questo punto in poi il sentiero comincia a salire; attraversiamo con cautela alcuni valloni di sassi e terra, creati dallo scivolamento a valle delle masse rocciose staccatesi a causa del lavoro di scavo perenne degli agenti atmosferici, che hanno cancellato il sentiero. Proseguiamo sul ritrovato sentiero che sembra però perdersi nella fittissima vegetazione di bassi arbusti (anche parecchi rovi!) che quasi ostruiscono il passo. La strada sale molto ripida e stretta fiancheggiando un costone roccioso a strapiombo( cosa non rara per questo sentiero! ), da farsi tenendosi saldamente alle catene presenti sul percorso; il sentiero continua poi con dei sali - scendi tanto spettacolare quanto impegnativo con tratti molto esposti, fino ad arrivare ai Barchitt da Mezz (mt. 1700) dove un meraviglioso panorama a 360° sulle montagne circostanti e sulla vallata sottostante del Varroncello lasciano a bocca aperta.
Lasciati i Barchit da Mezz, continuiamo a percorrere i sali – scendi del sentiero che rimane comunque in quota, ben sopra il sentiero dell’itinerario precedente, e che risulta essere, ora, molto meno esposto. Attraversiamo dopo 20 min. di cammino la Valle del Legnone, da qui alzando gli occhi possiamo scorgere la croce posta sulla vetta; il panorama è incantevole e l’aria è molto frizzante, a questo punto siamo già sulla costa Sud – Est del Legnone e ci apprestiamo a raggiungere l’alpe Moncale situata proprio al centro della costa, su un cucuzzolo erboso collocato su uno sperone roccioso a strapiombo.
Il sentiero non è difficile, fatto salvo però un passaggio molto impegnativo, attrezzato con catene, quando dal basso si sale lungo la fiancata del cucuzzolo sul quale si trova l’alpe Moncale, attraverso un passaggio molto delicato a strapiombo, al quale occorre prestare particolare attenzione.
Raggiungiamo l’alpe Moncale (mt. 1750 ) dopo 3h e 15 minuti di cammino complessive, da qui il sentiero in discesa ci porta in circa 15 min. all’alpe Delguaggio presso la quale facciamo una breve sosta. Il percorso che dobbiamo seguire è ora identico a quello dell’itinerario precedente che ci permette di raggiungere dopo altre 4h di cammino la vetta del Legnone, per complessive h 7 di cammino circa.