Pagnona – A. Campo – M. Legnone

Dalla piazza davanti al Municipio di Pagnona ( 830m, bacheca con cartina turistica della Valsassina e Valvarrone e carta del territorio comunale) si raggiunge dopo 50m la Trattoria Rosa delle Alpi dove, svoltando a destra, si imbocca la via Legnone; questa risale il paese congiungendosi con la strada provinciale che da Premana porta a Dervio (cartello con indicazioni).
Si continua a salire lungo la mulattiera attraversando il nucleo alto dell’abitato, poi, superata una valletta appena sopra l’ultima casa di colore rosa, ci si trova ad un bivio.
Entrambe le direzioni portano a Subiale: prendendo a sinistra si sale rapidamente incontrando prima la Piazzola, poi i castagneti di Valààr; proseguendo verso destra invece la strada è un po’ meno ripida, si supera il bacino dell’acquedotto e, poco più sopra, le case ed i prati di Rüür.
I due sentieri si ricongiungono e, dopo un’altra breve salita, ecco spuntare la graziosa cappelletta che introduce all’agglomerato di baite e cascine di Subiale (1073m, fonte), il più grande alpeggio pagnonese, adagiato su un gradino del versante sud del Legnone, in posizione solìa, circondato da castagni e frassini.
Stando attenti a non perdersi nelle caratteristiche viuzze, si trovano le indicazioni per Bedoledo che si raggiunge camminando circondati da un ambiente tranquillo e silenzioso; la vista, man mano che si sale, si allarga sempre di più comprendendo la Valvarrone, la Val Casargo con Paglio e il Muggio mentre verso est in lontananza spunta il profilo piramidale del Pizzo dei Tre Signori.
Dal pozzo di Bedoledo (1243m) si ignora il percorso che porta a ovest verso Vesina e, verso sinistra, ci si porta alla base del fitto bosco di faggi e betulle attraverso cui si snoda il sentiero che raggiunge la Casniella (segnavia bianco-rossi, DOL). La salita è abbastanza lunga, sinuosa e a tratti ripida, ma le piante riparano dal sole.
Il bosco si apre ed in cima ad un tratto erboso, in posizione panoramica, si trova la baita della Casniella (1524m), da poco ristrutturata da parte del CAI. Poco sopra sorgono i resti della vecchia sosta e la croce in legno (pannello descrittivo).
Da qui è possibile accorciare il percorso scegliendo il faticoso, ma veloce, costone erboso che sale direttamente alla Piazza del Cücher; più agevole invece il sentiero a sinistra, che incontra poco più avanti il tornante della strada militare che sale da Vesina (Curva di Sparavèrè, fonte) e che porta velocemente all’alpe Campo (1647m).
Nel 1998 un gruppo di volontari di Pagnona ha ristrutturato una vecchia struttura della sosta distrutta da una slavina, adibendola a ricovero (bivacco) sempre aperto, provvisto di camino, tavolo, panche ed un comodo soppalco.
Si può proseguire verso la Piazza del Cücher (1700m) incontrando prima una struttura in legno e lamiera, utilizzata in occasione della tradizionale festa della prima domenica di agosto, poi, in cima alla salita, la baracca-ristoro (aperta solo il weekend della festa) di proprietà del gruppo Alpini, il pennone porta bandiera ed infine, il cippo commemorativo degli Alpini di Pagnona.
Da qui risalendo il pendio si raggiunge il tornante ben visibile sopra la piazza e si segue lo stradone tra i pascoli (cespugli di morosen e mirtilli) e gli ultimi larici. Si oltrepassa la conca dell’alpe Griera e le sue rovine (1734m, qui sarà costruito presto il nuovo rifugio); poco più avanti, sopra la strada, si può trovare l’ultima sorgente d’acqua prima della lunga salita della dorsale occidentale della montagna.
Al tornante successivo è consigliato salire ad affacciarsi (facendo molta attenzione!) sul balcone a strapiombo del Sass d’Arììch (1835m) dove, specie nella stagione invernale, è possibile imbattersi in camosci e stambecchi che abitano questi pendii scoscesi.
Per chi è più esperto di montagna è possibile seguire la direttissima della costa, ripida, faticosa, senza segnali per l’orientamento e a tratti con difficoltà nel raggirare rocce e sporgenze, ma certamente di maggior fascino. Il tracciato della strada militare invece, seppur ormai ridotto a mulattiera, è sicuro e in buono stato di conservazione fino al valico, nonostante sia rovinato in alcuni tratti dallo scivolamento delle masse nevose.
La salita è lunga, ma quando si raggiunge la bocchetta (2295m) si guadagna il versante est affacciandosi sulla testata della valle del Varroncello, mentre, appena sulla destra, il promontorio del Matoch dòl Petòòn (2310m) offre una splendida vista.
Ora un lungo tratto in falso piano porta alla Bocchetta alta del Legnone (2395m), costantemente al cospetto della vetta, dinnanzi alla spettacolare e scoscesa dorsale meridionale della costa che porta ai laghetti di Deleguaggio. La strada militare raggiunge il suo punto più alto e torna a scendere fra rocce e pietraie sul versante valtellinese, verso Delebio.
Numerose le testimonianze delle fortificazioni facenti parte della cosiddetta “Linea Cadorna” tracciata durante la Grande Guerra: piazzole, appostamenti e due gallerie, queste utilizzabili come riparo in caso di emergenza.
Inizia l’ultimo tratto, si sale a destra seguendo bolli in vernice entrando sul percorso dell’”Alta Via” e senza particolari difficoltà si prosegue in cresta su massi e roccette, avvicinando poco alla volta la vetta (2610m) con la croce e la cappelletta.
Il panorama che si gode dalla cima del monte Legnone è grandioso e spazia su tutte le cime delle Alpi Retiche, il Disgrazia, il Bernina, la catena delle Orobie, le Prealpi Lombarde e il gruppo del Monte Rosa. Nelle giornate più limpide verso sud si possono scorgere i primi contrafforti degli Appennini, la Pianura Padana e…la Madonnina del Duomo di Milano.