CONOSCERE IL LEGNONE
“Il Legnone, questa montagna sconosciuta”, si potrebbe tranquillamente affermare; vero è che il Monte Legnone è la montagna decisamente meno conosciuta e frequentata tra quelle delle Prealpi Orobie, almeno tra le Prealpi Lecchesi, ed è indubbiamente meno conosciuta, ad esempio, delle Grigne, del Pizzo dei Tre Signori e del Resegone. Eppure il Legnone è un monte di straordinario fascino e bellezza, oltre a rappresentare la cima più alta, tra le montagne delle Prealpi Lecchesi con i suoi 2610 mt.. Privo di fama è il Legnone, così come lo sono i luoghi che si trovano alle sue pendici; così noi vogliamo presentarveli, farvi conoscere questi paesaggi, la loro storia, il loro presente e il possibile futuro, questo è un po’ l’obiettivo generale del Sito Internet e soprattutto quello di questa rubrica che dedichiamo interamente al Monte Legnone.
Aspra e selvaggia montagna che divide la Valvarrone dalla Valtellina e che si affaccia imperiosa sull’affluenza del fiume Adda nell’alto Lario, dalla sua cima è possibile ammirare un panorama a 360° gradi che spazia dalle Alpi Valtellinesi, alle Alpi Italo-svizzere (Monte Rosa e Cervino), al gruppo delle Grigne, alle Prealpi bergamasche, e perfino alla città di Milano durante le giornate più limpide.
Oasi di pace perfettamente conservata, lontana dai comfort e dalla confusione della montagna “moderna”, sul Legnone è tuttora possibile gustare e contemplare la bellezza della flora e della fauna alpina. Proprio questo suo essere ambiente selvaggio e privo dei comfort moderni rendono il Legnone montagna ancora poco ambita da un punto di vista turistico.

Flora e fauna che popolano il Legnone e le sue pendici sono veramente ricche e variegate; Non raro è l’incontro con le numerose famiglie di Caprioli, di Stambecchi, di Camosci, di Lepri, Marmotte ed altri piccoli roditori, ed inoltre, volatili di varia natura fra cui il Gallo cedrone, Fagiani, Pernici e cosa non rara, è l’osservazione del Nibbio, del Falco e persino dell’Aquila reale.
Durante la 1° grande guerra 1915 - 1918, il Legnone fu oggetto di strategie militari che attraverso la costruzione della strada militare (La linea Cadorna) collegò il paese di Pagnona al paese di Delebio in Valtellina. Della Linea Cadorna restano, oltre alla strada militare, altre tracce significative; le Trincee sparse qua e la sul territorio, numerose piazzole ed appostamenti, alcune gallerie cieche scavate nella roccia. La strada militare ( ora agro silvo pastorale e parzialmente carrozzabile) raggiunge una altitudine max. di 2400 mt. s.l.m. ed ha uno sviluppo complessivo di oltre 20 km.
Già nel 1780, il barnabita (Carlo) Ermenegildo Pini (Milano 1739 – Milano 1825) geologo, mineralogista, naturalista, matematico, architetto, filosofo e teologo, nonché membro della Società Italiana delle Scienze, narra della sua visita e del suo studio sul Monte Legnone voluti da Maria Teresa d’Austria. Fra le numerose note e commenti, l’eminente studioso ebbe anche a scrivere:
“Da ciò compresi (cioè dalle sue misurazioni – n.d.r.) che l’altezza propria o relativa del Legnone è molto maggiore di quella che hanno gli accennati monti (il Corazon ed il Pitchincha); e poiché le cime del Corazon e del Pitchincha sono le due massime altezze, a cui sono pervenuti i fisici nell’America, ed il Buet è la massima su cui sieno giunti in Europa, egli è chiaro, che il Legnone supera in altezza relativa tutti i monti accessibili di Europa e di America finora noti….”.

Per finire vogliamo ricordare che è di prossima apertura il rifugio alpino “Griera Vecchia” che grazie al contributo della Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e riviera e del Comune di Pagnona, sarà punto d’appoggio e di promozione essenziale per il Legnone e per il Comune stesso. Il rifugio “Griera Vecchia” sorge a quota 1800 mt. sul versante Sud – Ovest del Legnone e con i due rifugi sul versante Nord, lo Scoggione e il Rifugio Legnone sarà certamente strumento di pubblicità ed attrattiva per questa splendida montagna.
Occorre infine rilevare che il Monte Legnone rappresenta l’unico vero ambiente alpino nel panorama paesaggistico delle Prealpi Lecchesi.
A chi volesse approfondire la storia, gli aspetti naturalistici ed ambientali del Monte Legnone, segnaliamo la prossima uscita del volume“Il Legnone – l’ultimo bastione” (Bellavite editore).
Lasciamo quindi a chi salirà sulla cima di questa montagna ogni parola per descriverne l’eccezionale bellezza……...

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