DOL
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Lo spartiacque posto tra le sponde orientali del lago di Como e le valli bergamasche è formato da una ragguardevole varietà di cime e di creste che ne segnano i confini naturali. Questi territori, posti ad alta quota, per effetto del metamorfismo alpino assumo forme e inclinazioni differenti tra loro, infatti vi si possono incontrare groppe verdi e boscose, cime arrotondate, creste e pinnacoli, oppure piani di origine sedimentaria.
Lungo i versanti e attraverso le vallate di queste terre, nel corso dei secoli, gli insediamenti umani furono possibili, ma soprattutto poterono mantenersi, grazie ad importanti episodi di sfruttamento minerario (i bacini minerari di Premana e della val Varrone) e alla continua tradizione agro-silvo-pastorale, condivisa con gli opposti versanti bergamaschi.
L’impervietà dei terreni, la presenza del confine fra lo Stato di Milano , cui apparteneva la Valsassina e la Repubblica veneta, cui apparteneva la Bergamasca non rappresentarono mai un ostacolo allo scambio di uomini e materie.

Allo scopo di valorizzare e tramandare la memoria storica di questi luoghi, la Comunità montana della Valsassina e l' Azienda regionale delle Foreste hanno attrezzato un esteso itinerario escursionistico: la Dorsale Orobica Lecchese, abbreviato in DOL, che ha inizio a Posallo, località del comune di Colico, situata alle pendici del monte Legnone e, attraversando la cresta montana verso sud, ha termine alla Passata, punto di valico fra la valle Imagna e la valle San Martino. Lo specifico e forte contenuto culturale del tragitto è evidenziato anche dalla ben architettata tematizzazione delle varie unità in cui è stato suddiviso:
• Sentieri della storia, da Posallo a Premana e da Morterone alla Passata;
• Sentieri del ferro, da Premana al rifugio Grassi, sotto il pizzo dei Tre Signori;
• Sentieri del latte, dal rifugio Grassi a Morterone.
Con tale suddivisione non coincidono, tuttavia, le possibili tappe giornaliere che, per contingente necessità, andranno predisposte in modo differente. La DOL, benché, non presenti complessità tecniche particolari per essere affrontata, esige un buon allenamento e, nondimeno, serve una valida attrezzatura. Il dislivello globale a cui far fronte è di circa 6000 m, mentre la distanza complessiva da percorrere supera gli 80 chilometri, che possono essere ripartiti in sei o sette tappe. Lungo il percorso sono posizionati oltre trenta pannelli didattici per mettere in evidenza gli aspetti storici, naturalistici ed etnografici e vi si possono trovare diverse aree di sosta attrezzate per le soste degli escursionisti. Infine i vari rifugi che si incontrano lungo il cammino consentono i pernottamenti nella stagione estiva. II periodo ottimale per intraprendere la lunga traversata va da fine maggio a fine ottobre, poichè il percorso si snoda, per la maggior parte, a quote relativamente elevate (tra i 1500 e i 2000 metri). La segnaletica della Dorsale segue le convenzioni CAI, ossia frecce e placche di colore bianco-rosso e la scritta DOL. Di seguito si riportano le tappe consigliate con l’avvertenza che alcune di esse prevedono delle varianti ben segnalate in loco.

1. Da Colico al rifugio Roccoli Lorla
Dislivello: 1250 metri
Tempo di percorrenza: 4 ore
Questa prima tappa è il tratto iniziale di arroccamento in quota (porta dai 200 metri di Colico ai 1460 del rifugio), risalendo le propaggini settentrionali del monte Legnone, e si sviluppa su sentieri all'interno di castagneti e faggete. Il rifugio Roccoli Lorla si trova su un'insellatura del lungo costone digradante dal monte Legnone alla penisola di Piona. Durante il percorso si possono osservare i resti delle fortificazioni della Linea Cadorna, realizzati durante la prima guerra mondiale.

2. Dal rifugio Roccoli Lorla a Premana
Dislivello: 1300 metri circa
Tempo di percorrenza: 5 ore
La tappa aggira le falde meridionali del monte Legnone. È un lungo balcone affacciato sulla boscosa val Varrone che, infine, approda a Premana (m 1000), noto centro di produzione di coltellerie.

3. Da Premana al rifugio Santa Rita
Dislivello: 1685 metri
Tempo di percorrenza: 5 ore
II percorso riprende alcune delle principali mulattiere che, in passato, servivano da collegamento con la Valtellina e da disimpegno dei minerali estratti dalle locali miniere di ferro. Giunge al rifugio Santa Rita a 1988 metri. La variante 'alta' di questa tappa prevede il passaggio dal rifugio Falck, sotto l'alta piramide del pizzo dei Tre Signori (m 2554).

4. Dal rifugio Santa Rita ai piani d'Artavaggio
Dislivello: 760 metri
Tempo di percorrenza: 5 ore e 30 minuti
Potrebbe essere definita la tappa “dei piani”, collegando due dei più frequentati comprensori sciistici della Valsassina: i piani di Bobbio e i piani di Artavaggio (m 1720). Alberghi e rifugi ubicati lungo il percorso agevolano la marcia e rendono possibile il pernottamento.
5. Dai piani di Artavaggio al culmine del Palio
Dislivello: 450 metri
Tempo di percorrenza: 4 ore
Rispettando le linee dorsali, l'itinerario si sposta verso il monte Resegone, di cui copre la spalla orientale fino al passo del Palio, storico collegamento fra la vai Taleggio e la valle Imagna.
6. Dal culmine del Palio a Valcava
Dislivello: 720 metri
Tempo di percorrenza: 5 ore
Ritagliato fra le macchie boschive e i pascoli in quota della groppa del monte Albenza, l'itinerario si affaccia infine sull'ormai non distante pianura e conclude il suo lungo sviluppo presso il valico di Valcava (m 1250).
Un volumetto dedicato alla Dorsale Orobica Lecchese è stato pubblicato dalla Comunità montana Valsassina, val Varrone, val d'Esino e Riviera.

Informazioni sui periodi d'apertura dei rifugi si possono ottenere consultando il sito GUIDE ALPINE DELLE GRIGNE