Percorso n° 2 di h. 5.30 Difficoltà: S Direttissima della costa:
M
Tabella cronologica: Pagnona h 0.00 – A. Gallino h 0.30 –
A. Termine h 0.45 – A. Vesina h 1.30 – A. Campo h 2.15 –
Bocchetta alta del Legnone (gallerie) h 5.00 – M. Legnone h 5.30
Da Pagnona (mt. 828) seguendo a piedi la strada provinciale n°67
della Valvarrone ( percorribile in auto) in direzione Dervio, si raggiunge
dopo circa 20 min. una sorgente posta sulla destra della carreggiata,
chiamata dai residenti Acqua di S. Carlo poiché quest’acqua
fu benedetta, come narra una leggenda, dal Cardinale di Milano S. Carlo
Borromeo per la prima volta in visita pastorale a Pagnona nel 1566.
Lasciatasi alle spalle detta sorgente considerata per i motivi sopra
citati “pura e benefica” si giunge in circa 10 min. all’alpe
Gallino (mt. 1012) le cui abitazioni sono collocate poco sopra il tracciato
della strada militare costruita tra il 1915 e il 1918.
Questa strada sterrata, un tempo percorsa interamente con i mezzi militari,
permette ancora oggi di raggiungere a piedi la Valtellina, salendo fino
ai 2395 mt. della Bocchetta del Legnone per poi ridiscendere verso Nord
– est in prossimità dell’abitato di Delebio (So).
Proseguendo dall’alpe Gallino lungo la strada la vegetazione s’infittisce
e il bosco per lo più di castagni e faggi prende gradualmente
il posto dei prati; si giunge così all’alpe Termine (mt.
1150).
Continuando lungo la strada, il bosco s’infittisce e cambia aspetto,
i castagni lasciano il posto ai faggi e alle betulle e l’aria
comincia a farsi più frizzante.
Dopo circa 45 min. di cammino si raggiunge l’alpe Vesina ( mt.
1431), qui il bosco si dirada aprendo la visuale al magnifico paesaggio
della facciata Sud – Ovest del M. Legnone. Le betulle ed i faggi
che caratterizzavano il paesaggio sono sostituiti da prati scoscesi
e isolati larici e da una vegetazione sempre più fitta di ontani
verdi ( “morosen” nel dialetto locale) che si estendono
lungo i prati fino all’alpe Campo (mt. 1647).
Qui gli occhi rimangono incantati da un paesaggio splendido e godibile
a 360 gradi; A Nord la spettacolare facciata Sud del M. Legnone con
le sue asperità, ad Ovest una visione completa della Valvarrone
e del Lago di Como, in particolare su Dervio e buona parte del ramo
Com’asco, infine alzando leggermente lo sguardo a Sud Ovest si
scorge chiaramente il Lago di Lugano quasi nella sua interezza. Quando
poi gli occhi e il cuore sembrano già soddisfatti da tale bellezza,
si scorgono in lontananza le maestose Alpi tra le quali, con un po’
d’attenzione, anche ad occhio nudo si possono distinguere chiaramente
il massiccio del Monte Rosa e la vetta del Cervino.
In 2h e 15min circa di cammino siamo quindi giunti all’alpe Campo;
lungo i prati a destra della strada militare incontriamo le strutture
per il ricovero del bestiame che nei mesi estivi è condotto fin
quassù, passando prima per l’alpe Vesina poco più
in basso, dove per circa 3 – 4 mesi l’anno i pastori presenti,
producono con l’abbondante latte della mungitura, ottimo burro,
formaggi e ricotte da vendere direttamente in loco ai turisti di passaggio
e nei negozi del fondo valle. Presso l’alpe sgorga una sorgente,
la cui acqua limpida e gelida è fonte di rinfresco per gli escursionisti,
oltre a consentire di abbeverare il bestiame. In loco si trova inoltre
il bivacco recentemente restaurato dal Comune di Pagnona, che può
ospitare circa 10 persone, punto d’appoggio interessante per un’eventuale
ascesa in 2 tappe al M. Legnone.
Seguendo un breve sentiero che sale dolcemente verso Est si può
fare una breve sosta laddove la prima domenica del mese d’Agosto,
si organizza la tradizionale Festa a Campo, presso lo spiazzo verde
chiamato in dialetto Piazza del Cucher (mt. 1700), dove troviamo il
punto di ristoro di proprietà del gruppo Alpini utilizzato solo
in occasione della festa; ed il monumento in pietra fatto erigere dagli
stessi alpini nel 1979 in memoria degli alpini caduti nelle 2 guerre
mondiali.
Da qui la vista si allarga ad Est sulla catena montuosa collegata al
Legnone tra cui si distinguono particolarmente i 2 Laghetti naturali,
il primo a 2090 ed il secondo a 2115 mt., il Pizzo Alto (mt. 2512),
ed il maestoso Pizzo dei Tre Signori (mt. 2553). Decisamente a Sud si
può osservare l’imponente mole della Grigna (mt. 2410),
che domina il paesaggio dell’Alta Valsassina.
Abbandonata la Piazza del cucher, torniamo sulla strada militare salendo
lungo il prato in direzione Nord, oppure ridiscendendo il sentiero verso
Est, e da qui riprendiamo il cammino verso il Legnone.
La strada s’inerpica sulla montagna tra una vegetazione non fitta
di ontani verdi, rari larici e mirtilli e caratterizzata da una totale
assenza d’altri arbusti, dopo 10 min. di cammino giungiamo nei
pressi di una conca collocata a Sud della strada dove sarà presto
funzionante il rifugio alpino “ Griera Vecchia”, costruito
sul residuato della vecchia sosta esistente e fortemente voluto dalla
Comunità Montana e dal Comune di Pagnona, per rilanciare turisticamente
il versante Sud del Legnone. A Nord sopra la strada proprio poco distante
dalla conca possiamo trovare l’ultima sorgente di acqua freschissima
ed incontaminata prima della cima.
A questo punto la strada ci porta fino ad uno spiazzo detto Piazza degli
Asini dalla quale si può ammirare tutta la costa est del Legnone,
da qui si possono scegliere 2 itinerari diversi per raggiungere la vetta:
la direttissima della costa, come già accennato nella descrizione
dell’itinerario n°1; ed un secondo itinerario più agevole,
poiché prevede il passaggio su tutto il tracciato militare, sicuramente
meno impegnativo.
La strada, un tempo percorribile con mezzi militari diventa da qui in
poi un sentiero agevole, accanto ai pochi larici, resistono seppure
più rari gli ontani, l’erba diventa più folta. Da
questo punto in poi la strada è agevole e piuttosto lunga fino
ad arrivare ai 2310 mt. del Matoch dul Petuun, qui il percorso volge
a sinistra fiancheggiando la montagna, e mantenendo costantemente una
visuale della vetta, fino a raggiungere la bocchetta del Legnone (mt.
2395) dove la strada, ormai ridotta ad un sentiero, scende sul versante
valtellinese e si perde fra rocce e pietraie.
Come già è stato scritto a proposito di questo itinerario
sono numerose le testimonianze delle fortificazioni facenti parte della
cosiddetta “ Linea Cadorna”, tracciata durante la Grande
Guerra, un esempio lo sono le 2 gallerie cieche poste a 2400 mt. d’altitudine
ora utilizzate come rifugio in caso d’emergenza. La cima del Legnone
a questo punto è a 30 minuti di cammino circa, si sale seguendo
i bolli in vernice entrando sul percorso dell’Alta Via della Valsassina,
e senza particolari difficoltà (difficoltà M) si prosegue
su massi e piccole rocce fino a giungere in vetta ai 2610 mt. del Monte
Legnone. In 5 h e 30 min. circa di cammino siamo finalmente giunti sulla
vetta, lo spettacolo da quassù è veramente eccezionale,
il Legnone, l’ultimo e più alto baluardo ad Ovest della
catena delle Prealpi Orobie permette al visitatore di osservare un panorama
assolutamente unico a 360°, difficile da raccontare.
Lasciamo quindi a chi salirà sulla cima di questa montagna ogni
parola per descriverne l’eccezionale bellezza…….