| CAPPELLA S. ROCCO
A ricordo della grande peste del 1630, là dove circa il 1653 vennero
raccolti i poveri resti, i premanesi residenti a Venezia iniziarono a
costruire la cappella nel 1790, ora immersa in un bellissimo ambiente
verde e un tempo invece sulla strada principale all’ingresso dell’antico
nucleo; i muriccioli del sacratello con i pilastrini in granito modanati
sono del 1799. Si accede alla chiesetta attraverso un complesso cancello
della veneziana ditta Bertoldini del 1897; l’interno con volta a
botte fu totalmente illustrato da Giovan Maria Tagliaferri nel 1861, con
narrazioni pittoriche di alta genuinità, che fanno della cappella
una delle maggiormente rappresentative, non soltanto dell’area premanese
nella quale abbondano interessantissimi “giargioi”. Nella
nicchia di fondo, in riprese cinquecentesche, sono la vergine con San
Giuseppe e i Santi Rocco e Sebastiano, su sfondo di paesaggio ove si scorge
la tipica vecchia casa dal tetto di paglia; ai lati il Battista e Sant’Antonio
patavino. Sulla parete destra galoppa la morte sopra i morti i sofferenti
i monatti ammoniti dall’angelo vendicatore; di fronte invece sta
la pietà cristiana di San Rocco benedicente i malati. Oltre ai
profeti Davide ed Ezechiele, simboli di resurrezione, sulla volta è
dipinto San Marco con una veduta della sublime piazza.
(Da: “IL LAGO DI LECCO E LE VALLI Sacralizzazioni Strutture della
memoria” Provincia di Lecco Assessorato alla Cultura - Cattaneo
Editore Oggiono Lecco - 1999)
MADONNA, SAN GIUSEPPE E I SANTI ROCCO E SEBASTIANO
Autore G.M. Tagliaferri anno 1861.
Affresco base cm. 184.
Rilievo anno 1985.
Premana, località “S. Rocco al Lazzaretto”.
E’ forse il ciclo di affreschi più noto del Tagliaferri anche
se probabilmente non il migliore. E’ però di straordinario
interesse per la sovrapposizione culturale e iconografica nella trattazione
del tema della pestilenza sia in chiave sociale che di fede. L’opera
collocata nella nicchia della cappella, contornata da una cornice, vede
in alto la Madonna splendente di luce con abito rosso e mantello azzurro
mentre presenta il Bambino. Alla sua destra S. Giuseppe patrono della
buona morte, con abito viola e mantello verde, indica un angioletto che
reca un ovale con la scritta: “In hora mortis nostra / ste Joseph
/ ora pro nobis”. In alto esseri alati fanno da contorno alla scena.
Le figure sono collocate sopra le nubi che distinguono in modo netto la
zona superiore (divina) da quella inferiore (terrena) secondo il tradizionale
schema della pittura veneziana del ‘500. E infatti in basso stanno
i tradizionali mediatori ai quali gli uomini si affidano presso la divinità:
San Rocco e San Sebastiano. Il primo a sinistra è raffigurato secondo
l’uso secentesco, con mantellina, stivaloni viola e abito verde.
Impugna con la destra il bastone con appeso il cappello. San Sebastiano
a destra, coperto da un perizoma bianco rivolge in alto il viso implorante.
Sullo sfondo una gustosa descrizione di paesaggio vallivo ripreso durante
un dolce tramonto. Da notare dietro a S. Rocco un caratteristico “masugn”
abitazione dal tetto di paglia.
..Sulla parete laterale di destra compare un piccolo “ trionfo della
morte”, che si rifà alla cultura nordico-medioevale. L’orribile
figura della parca in groppa ad un bianco destriero miete vittime fra
il terrore dei contagiati. Al suo fianco l’Angelo vendicatore con
la spada fiammeggiante indica la punizione divina. Sullo sfondo i monatti
scavano le fosse comuni. Gravi nuvole scure stagnano sul paesaggio. Sopra
la cornice una frase dell’Apocalisse….
...Sulla parete di sinistra il terrore si stempera nella carità
cristiana di S. Rocco, ritratto mentre benedicente visita gli ammalati.
Sul soffitto campeggia S. Marco Evangelista che costituisce la prova dell’antico
legame economico fra i premanesi e la Serenissima. Sul timpano di facciata
due angioletti recano uno striscione con scritto “ Requiescant in
pace”. Nonostante i restauri, l’ultimo è del 1957,
la costruzione si presenta minacciata da una diffusa umidità di
risalita per la presenza di acque di displuvio. Gli intonaci esterni gialli
con profili violacei sono ormai gravemente deteriorati. Negli affreschi
interni si notano sollevamenti di colore nella zona inferiore della composizione
centrale. Così nel riquadro di San Rocco che visita gli appestati.
Davanti alla cappella due cippi in granito (h. cm.177 larghezza cm.38)
recano i simboli delle tibie incrociate. Quello di destra era adibito
alla raccolta delle elemosine per il suffragio dei defunti. Sulla parete
di sinistra dell’ampia nicchia compare S. Antonio da Padova mentre
tiene in braccio Gesù secondo un famoso episodio della sua vita.
Sulla parete di destra S. Giovanni Battista in atto di mostrare i simboli
della sua missione. Sui fianchi della cappella appaiono i profeti Davide
ed Ezechiele. Il primo è rovinato da presenza di ampie macchie
di umidità e da un infelice ritocco nella zona superiore. Il secondo
meglio conservato si aggira meditabondo in un campo di battaglia cosparso
di scheletri umani….
Misure del recinto: cm. 550x710 (ingresso cm. 110).
Misure esterne della cappella: cm. 530x437 h. cm. 600:
Misure interne della cappella: cm.470x495 h. cm. 480;
Iscrizioni: sopra l’affresco centrale: Maria Mater graziae;
Primo profeta a sinistra: David.Proph. / ante dom.um… et vilior
fiam plus quam factum.. La;
Secondo profeta a destra: Ezechielis proph. / dabo…. Tum….
Et vivetis. Ezec. 38;
Sul soffitto: S. Marcus Evangelista / Pax tibi Marcus Evangelista meus
/ venetiarum patronus;
Trionfo della morte a destra: et ecce equus pallidus et qui sedebat super
eum nomen illi mors. Apoc. IV;
San Rocco e gli appestati a sinistra: ad Rohi patrocinium confugientes
truculentam pestem evasuros significo;
Sulla piccola lapide in marmo nero murata sulla parete sinistra: “ai
morti / della pestilenza / nel 1630 / le cui ossa vennero qui trasportate
/ verso il 1653 / i divoti artefici di Premana / dimoranti a Venezia /
fecero erigere circa il 1790 / ristaurare e dipingere 1861. / Gio Maria
Tagliaferri incisore e pittore di Pagnona dipinse luglio agosto 1861 “.
(Da: “CULTURA E IMMAGINE POPOLARE NEL TERRITORIO MANZONIANO TRA
I SECOLI XVII E XIX” Comprensorio Lecchese - Ed. Bolis BG - 1985)
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Madonna

San Rocco

San Sebastiano

Sant'Antonio
da Padova

Il trionfo
della morte

Il profeta
Davide

Il profeta
Ezechiele

San Marco
evangelista
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