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OMAGGIO A GIOVAN MARIA TAGLIAFERRI

CHIESA PARROCCHIALE(Pianello del Lario)


S. Matteo Evangelista

S. Luca Evangelista

Giustizia

Temperanza

Fortezza

Misteri

Volta Navata

Novissimi I

...E così passiamo alla volta della navata: le pareti laterali, infatti, sono completamente liscie. Essa fu affrescata nel 1865 da Gian Maria Tagliaferri da Pagnona in Valsassina e vi raffigurò, assieme ad una visione apocalittica al centro, i quattro novissimi. Non siamo certamente di fronte a dei capolavori, tuttavia a vari quadri meritano di essere ricordati e brevemente descritti, se non altro, per il loro contenuto didattico-morale.

La volta è divisa in tre campate da due grandi arconi.

a) PRIMA CAMPATA

Sopra la porta di sacrestia è raffigurato il paradiso. Nell’angolo a destra in alto vi si scorge in un mare di luce la SS. Trinità con ai piedi la Vergine; a sinistra e a destra, leggermente più in basso, schiere di santi appartenenti al Nuovo e all’Antico Testamento. Tra i primi sono facilmente riconoscibili S. Giuseppe (in posizione distinta), S. Caterina d’Alessandria, S. Lorenzo, S. Stefano, gli Apostoli; tra i secondi Adamo ed Eva, Noè, Abramo, Isacco, Giacobbe, Giobbe, Tobia, Giuditta, alcuni profeti, Mosè e Davide. In basso, sulla “nuova terra”, circondata da una ghirlanda di rose, il libro dei Vangeli aperto. Al centro, in un tondo chiuso in un ottagono, vi sono due angeli osannanti. Attorno, una scritta in latino : “Cantate Domino -.Laudate Dominum”. Sopra la porta degli uomini invece è raffigurata la morte. In alto, maestoso, campeggia il Cristo risorto con alle spalle il libro dei Vangeli. Sotto di lui un’angelo regge un cartiglio con la scritta . “Hora mortis”; quindi, sotto, la morte, in atto di stendere la coltre funebre su due defunti che giacciono in un rozzo lettuccio. Naturalmente, uno è giusto, l’altro è peccatore. Il primo è steso con le mani vuote a ricordo della sua generosità: sul letto è la testa dell’agnello mentre di fianco un’angelo rassicura la sua anima: “Ne timeas anima, quia Christus passus est - Non aver paura, o anima, poiché Cristo è morto per te”. Il peccatore invece stringe nella mano la chiave del forziere, indice della sua passata avarizia; sul letto si scorge la testa del capro, al suo fianco un demonio che stringe l’anima dannata; sotto, le fiamme dell’inferno. Sull’arcone che divide la campata sono raffigurati i quattro Evangelisti. Interessanti, come al solito, le scritte: Matteo : “Malos male perdet - I cattivi li farà perire miseramente”; Marco: “Videte ne quis vos seducat-State attenti a non lasciarvi trarre in inganno”; Giovanni: “Qui odit fratrem Homicida est - Chi odia il fratello è omicida”; Luca : “Annuntia regnum Dei - Annuncia il regno di Dio”. Insomma, una predica !

b) SECONDA CAMPATA La volta a botte è rotta dalle vele di raccordo con gli archi delle cappelle laterali, quindi c’è solo un grande tondo al centro. Vi è raffigurata una visione apocalittica: al centro campeggia l’Agnello e il libro dei Vangeli, attorno le virtù teologali della fede, della speranza e della carità tra uno stuolo di Santi; appena sotto la squadra, la riga e il compasso (gli strumenti di giudizio); più sotto ancora, S. Michele affiancato da angeli rappresentanti le virtù, che lottano contro il drago delle sette teste. E’ la grande lotta finale: dopo, la vittoria sarà definitiva. “ La salvezza e la potenza e il regno del nostro Dio sono ormai compiuti “ (Apocalisse, 12 - 10). Sul secondo arcone L’artista ha raffigurato le quattro virtù cardinali: la prudenza, la giustizia, la temperanza, la fortezza. Il cliché è quello solito

c) TERZA ED ULTIMA CAMPATA Dalla parte del battistero è dipinto l’inferno. In alto a destra si intravvede l’arca di Noè che galleggia sulle acque, avvolta dall’arcobaleno. Essa è qui ricordata perché simbolo della Chiesa “al di fuori della quale non c’è salvezza“. Sotto è raffigurata la distruzione di Sodoma “exemplum ignis aeterni - simbolo del fuoco eterno”. Dalla città corrotta le virtù sono bandite (infatti si allontanano piangendo!), ciò però attira il fuoco dal cielo; scampano solo Lot e la sua famiglia. Il pittore non ha mancato di ricordare il celebre episodio della moglie di Lot, che non avendo saputo perseverare nel bene, fu trasformata in una statua di sale ed ora è là - dice la Bibbia - come ”monumento d’un anima incredula”. (Sapienza, 10 - 7). Nell’angolo in basso a sinistra è segnata la firma dell’autore e la data: G.M.T. - 2 9bre 1865. In centro, in un tondo, angelo con arpa anch’egli nell’atteggiamento di chi invita a lodare il Signore “in ordis et organo”. Infine, l’altro novissimo: il giudizio. Lo schema è quello seguito per altri quadri. In alto al centro, Cristo giudice attorniato da angeli recanti gli strumenti della passione; sotto, un angelo con la sentenza: “Venite benedicti - Ite maledicti”. Infine, la processione dei giusti da una parte, dei reprobi dall’altra. Sono opere di scarso valore, però anche se la mano del pittore si rivela piuttosto incerta ed impacciata, bisogna ammettere che la scelta del soggetto è stata indovinata. Il detto della Scrittura ripetuto qui ad ogni quadro: “Memorare novissima tua et in aeternum non peccabis“ vale anche oggi, quando parlare dei novissimi sembra essere giù di moda…

...Sempre alla cappella del Rosario meritano un ricordo particolare le tavolette in rame rievocanti i quindici misteri. Quelle della volta, evidentemente molto più antiche, sono opera del milanese G. B. Annoni che le dipinse nel 1612; le altre 10 invece sono del Tagliaferri che vi lavorò nel 1863. Le une e le altre hanno un certo pregio...

(Da: “LA CHIESA PARROCCHIALE DI PIANELLO LARIO” Don Gianni Sala – 1972)

 

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