testata
homepage manifestazioni associazioni storia rubriche
salutoasergio


OMAGGIO A GIOVAN MARIA TAGLIAFERRI

I Tagliaferri


Studio per la Cappella dell'eresia in Bellano


... forse l'unica famiglia di artigiani della zona che può trovare riferimento, anche se in chiave minore, con i gruppi dei Baschenis, dei Guerrinoni, degli Scanardi e Scipioni operanti nella vicina Averara. Un Giovan Battista Tagliaferri è l'autore nel 1752 di un paliotto di cuoio a Pagnona, materiale nel tempo molto usato anche per i rivestimenti esterni delle chiese. Ma con tutta probabilità la loro discendenza e dalla Valle di Scalve arrivando a Pagnona come carbonai intorno alla fine del Cinquecento. Il più illustre fu Giovanni Maria (1809-1897). Si recò a Venezia intorno agli anni '40, occupato nella lavorazione del rame, attività molto diffusa fra i premanesi. Alcuni aneddoti sulla sua vita raccontano che per contrasti col padrone durante il suo ritorno, stanco e amareggiato si fermò a Milano davanti alla vetrina di un incisore rimanendo suggestionato dalle possibilità di quella tecnica. Fu convinto a rimanere come collaboratore e da lì iniziò quella fortunata attività che lo vide presente nella capitale lombarda tra il 1845 e il 1863. Mise a punto anche una particolare tecnica di incisione su marmo ancora oggi oggetto di studio per gli esempi lasciati (vedi chiesa di Margno). Produsse stampe devozionali per la chiesa di S. Pietro martire di Alzano e nel Duomo di Como. Nella chiesa di S. Maria della Neve a Biandino si trova una sua stampa del 1861 che ricorda l'epidemia di colera asiatico che infieriva nella zona. Nel 1851 lo stesso tema veniva simboleggiato nel Santuario di Lézzeno, dall'eresia luterana scacciata dal padre Eterno parallelo a un suo lavoro di fresco nella cappella bellanese detta dell’eresia su precedente eseguito intorno al 1836. Un'opera del Tagliaferri datata 1863 si trova anche nel Santuario di Livio. Segue poi una serie molto fitta di incisioni per le illustrazioni di calendari e biglietti pubblicitari. Con l'avvento della fotografia e la conseguente crisi dell'incisore, si dedicò alla pittura. Il suo primo lavoro di affresco fu per l'altare di Casargo. Durante i soggiorni valsassinesi, nei periodi di riposo, il Tagliaferri ha lasciato nella zona e forse in Brianza, molte opere così fino agli ultimi anni di vita quando si stabilì definitivamente a Pagnona, assumendo per alcuni anni la carica di maestro elementare. Il lavoro più conosciuto è quello per la cappella della peste di Premana. Altre opere furono eseguite sicuramente per la Parrocchiale come il bellissimo affresco Sacra famiglia con S. Elisabetta, Zaccaria e S. Giovanni Battista un tempo collocato nel sottoportico della chiesa. Di questo è rimasta solo una rara documentazione fotografica. Per altre proposte rimandiamo alle schede del censimento iconografico. Giovan Maria ebbe cinque figli che seguirono la sua attività. Altrettanto si può dire per i quattro nipoti…

 

(Da: “CULTURA E IMMAGINE POPOLARE NEL TERRITORIO MANZONIANO
TRA I SECOLI XVII E XIX” Comprensorio Lecchese - Ed. Bolis BG - 1985

 

Pro Loco Pagnona - Via Municipio, 2 - 23833 Pagnona -LC