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OMAGGIO A GIOVAN MARIA TAGLIAFERRI

CAPPELLA DELL'ERESIA(Bellano)


Cappella

Madonna col Bambino

S. Anna

S. Giuseppe

SS. Nazaro e Celso

S. Michele e Lucifero

… La Cappella dell’Eresia venne innalzata poco dopo il 1836, per voto onde ottenere che più non ritornasse in paese il terribile morbo, il colera, che in quell’anno tolse a Bellano più di cento persone. Promotore della sua costruzione fu il M. Rev. Don Giovanni Spagliardi, allora coadiutore in luogo, e poi fondatore in Milano del Pio Istituto dei giovani liberati del carcere. La Cappella è di belle proporzioni, aperta sulla fronte, difesa da un cancello di ferro, e chiusa nelle tre pareti interiori. Esternamente, appoggiate ai due pilastri laterali che formano facciata, vi sono due colonne per parte, che sporgono per metà dai pilastri stessi, e danno alla costruzione un’aria di ricchezza e di eleganza. Nella Cappella, appoggiato alla parete di fondo, vi è un altare. Al di sopra dell’altare, tutta la parete è occupata da un grande affresco, che in questi ultimi anni venne ritoccato, e in parte cambiato,. Il primo disegno era stato eseguito dal pittore Spagliardi, di Milano, fratello del sovraccennato Sacerdote; il secondo invece fu eseguito dal pittore Tagliaferri, di Premana. In alto vi è la Madonna col Bambino; più basso, sui fianchi, S. Anna e S. Giuseppe e i santi Martiri Nazaro e Celso: sono i santi maggiormente venerati nella Chiesa Parrocchiale di Bellano e nel Santuario di Lezzeno, e che si sono raccolti qui, incontrandosi a mezza via, in atto di ossequio verso la gran Madre comune. Più basso, nel centro, è dipinto S. Michele, che preme col piede Lucifero, e colla spada alzata lo fuga negli abissi infernali. Queste due figure ricordano il celebre quadro di Paolo Veronese, S. Michele, che si conserva e si venera nella Chiesa di Cremia, paesello sulla sponda occidentale del lago, tra Rezzonico e Musso. Nel disegno primitivo, questo concetto veniva espresso diversamente: al posto di Lucifero eravi una figura allegorica, rappresentante l’eresia … Mi par di vederla ancora: una figura di donna, coi piedi in alto e la testa all’ingiù, coi capelli scarmigliati, con una veste negra e discinta che la ricopriva tutta; aveva gli occhi injettati di sangue; si mordeva coi denti la mano sinistra, e stringeva nella destra una vipera attorcigliata, dalle fuaci aperte, colla lingua acuta sporgente che pareva emettesse un fischio e schizzasse veleno; una figura insomma che metteva orrore e raccapriccio, e veduta una volta più non si dimenticava. Artisticamente quella figura era men bella dell’attuale; ma forse rendeva meglio la verità morale che si voleva esprimere, ricordava cioè in modo evidente ed immediato una delle cause probabili del miracolo della Madonna di Lezzeno, che fu quella, almeno secondo il consenso pubblico, di aver fugato l’eresia che dalla vicina Svizzera cercava di irrompere nella Valtellina e lungo le rive del lago di Como. …

(Da: “IL SANTUARIO DELLA MADONNA DI LEZZENO SOPRA BELLANO” Don Luigi Vitali– Tipografia Arciv. Boniardi– Pogliani Milano - 1888)

MADONNA COL BAMBINO, SANTA ELISABETTA E SAN GIUSEPPE
Autore G.M. Tagliaferri sec. XIX.
Affresco cm. 220x360 ca.
Rilievo anno 1985.
Bellano, strada per Vendrogno.

L’opera è contenuta all’interno di una cappella denominata dell’Eresia. Fu costruita dopo il 1836 come “ex voto” per l’epidemia di colera asiatico che infestò la zona. Il disegno originale dell’affresco fu eseguito dal milanese Spagliardi, successivamente dal Tagliaferri di Pagnona. La Madonna in abito rosso, manto blu e velo verde, tiene sulle ginocchia il Bambino rivolto con gesto affettuoso a S. Elisabetta. Sul lato destro S. Giuseppe con bastone in ampio mantello giallo viene indicato dalla Vergine. A sinistra i Santi Nazaro e Celso ricordano il loro culto presso la locale Chiesa Parrocchiale e il Santuario di Lezzeno. In basso è interamente sparita una scena che raffigurava San Michele mentre sconfigge Lucifero. Questa opera costituiva il principale riferimento simbolico al ruolo demoniaco sulla circolazione dell’idea eretica e all’opera purificatrice insita nel ruolo dell’Arcangelo. Il concetto era espresso ancora più nella figura del precedente dipinto. Vi compariva una donna a testa all’ingiù con i capelli scarmigliati e una veste scura e discinta. Gli occhi erano iniettati di sangue e si mordeva coi denti la mano sinistra. Con la destra stringeva una vipera attorcigliata dalle fauci aperte. Lo stesso tema era trattato dal Fiammenghino nella parrocchiale di Montemezzo. Il San Michele del Tagliaferri, sembra invece ricordasse un celebre dipinto di Paolo Veronese che si conserva nella Chiesa di Cremia, sulla sponda occidentale del lago.La Cappella dell’Eresia e le pitture, sono state di recente restaurate con il diretto intervento del pittore Giancarlo Vitali. Tutta la parte inferiore scomparsa per la presenza dell’umidità di risalita è stata sostituita da un graffito.

(Da: “CULTURA E IMMAGINE POPOLARE NEL TERRITORIO MANZONIANO TRA I SECOLI XVII E XIX” Comprensorio Lecchese - Ed. Bolis BG - 1985)

 

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