La Provvidenza — così ha incominciato il triduo di predicazione
don Umberto Crugnola, canonico di Treviglio — ha voluto questo
avvenimento quasi al centro di due epoche, quella in cui le pietre che
formano questo tempio furono qui portate, vorrei dire, più che
dalla fisica fatica, dalla granitica fede dei vostri padri, i quali
al sorgere delle prime case sentirono il bisogno di edificare una casa
al nome del Signore e questa nostra epoca, funestata da idee materialistiche
che non sono più ormai triste eredità dei grandi centri
ma che fanno sentire il loro influsso anche tra le genti della montagna
per molte delle quali la Chiesa non viene più ad avere quelle
funzioni di indispensabilità che rende più intimo il contatto
con Dio, per cui non è difficile sentire anche qui quella terribile
frase che dice: per pregare non è necessario andare in Chiesa.
Ma la Provvidenza ha i suoi tempi e i suoi uomini e aggiungendo alla
lista dei nomi dei Parroci santi e zelanti che hanno guidato le sorti
religiose del vostro popolo, quello dell'attuale vostro Pastore, lo
ha voluto anima e artefice di questi avvenimenti ispirandogli in cuore
quello zelo che divora per la casa del Signore, così che nulla
ha da invidiare questo tempio a quello delle grandi città e delle
ricche borgate.
Pensando alla consacrazione della Chiesa egli ha voluto che essa non
fosse soltanto premio ai padri che l'hanno costruita ma rimanesse motivo
di vanto per voi e per questo la preparò completando in modo
meravigliosamente artistico l'Altare così che in un'unica consacrazione
venisse fusa la fede dei padri e quello dei figli in un rinnovato impegno
a difendere il patrimonio della verità che assieme dobbiamo credere.
Con tutto quello che ha formato fin qui la vostra eredità è
stato consacrato il frutto dei vostri sacrifici, l'ara santa, sulla
quale ogni giorno fino alla consumazione dei secoli il popolo di Pagnona
dirà alle genti e alle future generazioni che, nonostante i venti
contrari, la fiamma della fede non si è spenta e non si spegnerà.