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| Società Pescatori Sportivi "Valvarrone" Capogruppo: Angelo Tagliaferri Via Concordato, 7 Tel. 0341/819189 |
| Il primo nucleo della Società Pescatori Sportivi
Valvarrone Pagnona, si costiuì nel 1956 grazie ad un gruppo di
appassionati pescatori di allora, uniti dallo stesso piacere. Risale,
invece, al 1976 la rifondazione del gruppo attuale a carattere agonistico.
Le nuove leve iniziano ad effettuare gare di pesca alla trota, a carattere
sociale, nel locale ruscello detto Varroncello; mentre nella zona circostante,ossia,
nei fiumi Varrone e Pioverna (Valsassina), a carattere provinciale. La
società gestisce: il Varroncello, il Varrone ed affluenti; in questi
corsi d'acqua, una o due volte l'anno, vengono effettuate le semine di
trotelle Fario e scatole Vibert (uova). Il trasporto viene effettuato
a spalla, con appositi contenitori ed ossigenatori, a causa dell'impraticabilità
dei luoghi ai mezzi di trasporto e crea non poche difficoltà soprattutto
nel Varroncello dove non è raro trovare punti particolarmente pericolosi
anche per escursionisti senza carichi. La pesca alla trota viene aperta
all'alba dell'ultima domenica di febbraio e viene chiusa al tramonto della
prima domenica di ottobre. Del Varroncello, il quale interessa direttamente
il paese, ne viene utilizzato un tratto come campo gara dando possibilità
di partecipazione ad un massimo di 30 concorrenti, questo campo si trova
nelle immediate vicinanze del paese ed è di facile praticabilità.
Durante le gare vengono immesse solamente trote Iridea; essendo queste
allevate con mangimi appositi non si abituano immediatamente a rovistare
i fondali in cerca di nutrimento ma aspettano il cibo da parte dell'uomo.
L'uso di questa specie, quindi, facilita la cattura, garantisce la conservazione
del presente patrimonio ittico, infatti, nel giro di pochi giorni le nuove
"inquiline" spariscono completamente dal corso d'acqua. Le cinque
o sei manifestazioni sportive svolte durante l'anno sono tutte a carattere
sociale e contano, come dicevamo, la presenza massima di una trentina
di concorrenti. I componenti della società ci spiegano che per
loro sarebbe buona cosa, poter avere per il futuro la possibilità
di allevare in proprio il materiale ittico per le semine annuali; questo
consentirebbe di immettere nei corsi d'acqua trotelle Fario di maggiore
grossezza, in possesso, quindi di maggiore resistenza alle avversità
naturali quali: aggressioni da parte degli esemplari adulti già
presenti o forti piene dovute a: disgeli, temporali e altri fattori atmosferici.
Così facendo ci sarebbe una ulteriore diminuzione nelle perdite
del patrimonio ittico, ma questo progetto, per ora, è fortemente
ostacolato dalla mancanza di un luogo adatto ed immediatamente accessibile
alle sorgenti dei corsi d'acqua. |