| La storia della Sezione Comunale cacciatori ha inizio
nel 1948. La sua fondazione è avvenuta per volere degli appassionati
di caccia pagnonesi, i quali hanno ritenuto opportuno unire le proprie
forze in modo da poter amministrare il territorio, preservandolo dal bracconaggio,
dalle malattie, dall'inquinamento contribuendo così alla continuazione
di quel delicato equilibrio naturale in cui vivono la flora e la fauna.
La Sezione Comunale cacciatori fa parte della Federazione Italiana Della
Caccia e dipende dalla sezione di Como. La scelta di questa federazione
che risulta essere la maggiore tra le varie: Italcaccia, Enalcaccia, Unavi,
Libera Caccia ecc., è stata voluta proprio perché risulta
essere quella più vicina allo stato e quindi con maggiori risorse
e possibilità.
Inizialmente la zona di caccia era limitata al solo territorio di Pagnona
"870 ettari circa". Solo se sussistevano possibilità
e i giusti requisiti, si estendeva il permesso di cacciagione nel territorio
anche ad alcuni membri di gruppi dei territori confinanti; all'epoca la
Sezione Comunale cacciatori dipendeva inoltre dal Consorzio Alpi Lariane,
il quale, faceva da mediatore tra le varie sezioni comunali di caccia
e la Federazione per la fornitura di selvaggina da ripopolamento. Non
sempre però si riuscivano ad ottenere capi sufficienti e fu così
che nel 1963, dopo alcune tiritere burocratiche, si arrivò alla
stipulazione di una delibera, la quale prevedeva l'annessione alla Sezione
Comunale Cacciatori di Pagnona, le sezioni comunali di caccia di altri
sette comuni circostanti: "Colico, Dorio, Dervio, Vestreno, Sueglio,
Introzzo e Tremenico. Con questa unione le cose migliorarono vistosamente
specialmente dal punto di vista dei ripopolamenti che divennero più
accurati ed abbondanti. Questa zona oggi è denominata Consorzio
Riserve Comunali di Caccia Valvarrone.
Parlando con alcuni cacciatori, molto attenti ai mutamenti del territorio,
ci hanno confidato che negli ultimi, anni a causa dell'abbandono dell'agricoltura
e della pastorizia, sono avvenuti dei cambiamenti anche nella fauna; si
è notato, infatti, un notevole aumento degli "ungulati"
ed una conseguente diminuzione di lepri, coturnici ed altri pennuti dovuta
anche all'aumento di predatori come: volpi e mustelidi (faine, martore,
donnole), i quali una volta erano tenuti anch'essi sotto controllo.
Caprioli e camosci, si insediarono autonomamente nel territorio, circa
trent'anni fa', mentre invece lo stambecco è stato introdotto da
una decina d'anni. Sono native e si possono ammirare: la lepre comune
e la lepre bianca, quest'ultima, più rara, si può trovare
solo ad alte quote,mentre tra i pennuti autoctoni abbiamo: il gallo forcello,
la coturnice, la pernice bianca e scrutando il cielo si possono ammirare
il maestoso volo dell'aquila che fa la spola tra il Legnone e la Grigna
e il volteggiare elegante di alcuni rapaci come il falco e la poiana.
Numerosi sono inoltre gli uccelli di piccolo taglio: merli, tordi, passeri
fringuelli ecc.
La Sezione Comunale cacciatori, svolge inoltre delle regolari giornate
di ripristino e recupero ambientale, alcune giornate di censimento e controllo
della fauna Collabora attivamente al mantenimento delle mulattiere, dei
sentieri montani e di alcune baite, ex soste per il bestiame, adibite
oggi a bivacco per cacciatori e viandanti.
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